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9h30. Siamo in autostrada che aspettiamo una corriera partita da Tehran che passi per Yazd. Non ce ne sono molte purtroppo. Probabilmente la prima sarà verso le 11. Passano molte corriere, ma vanno tutte ad Isfahan. Che stupida, dovevo informarmi meglio ieri sera, avremmo potuto prendere il treno delle 8 per Yazd, perché così perdiamo la giornata (sono 4 ore e mezza di strada poi). A Tehran abbiamo fatto così presto a prendere la corriera, non siamo nemmeno entrati alla stazione di E-Jonub, ci hanno presi su per strada, perciò pensavo che fosse così anche per Yazd. Invece tutti i pullman vanno a Isfahan. E pensare che avevo letto nella guida che è sempre meglio informarsi prima per i bus!

13h. Siamo fermi ad un “autogrill”. Il nostro pullman è arrivato verso le 11.30, per fortuna! Un po’ scassato, rispetto a quello usato per venire a Kashan. E sempre caldissimo.

I bagni qui sono puliti, non me l’aspettavo. C’è un telo che nasconde l’entrata, così le donne possono togliersi lo chador per andare a pisciare. Lo mettono soprattutto se devono viaggiare o andare al bazaar. Luca è incazzatissimo perché gli ho finito il caffè. Sempre quello solubile, e dolcissimo. Io mi sono dimenticata di chiedergli se ne voleva ancora, ma lui è troppo lento a bere! Saremo a Yazd verso le 4 credo.

19h40 Siamo al Silk Road Hotel di Yazd che aspettiamo la cena. La camera è brutta rispetto all’Ehsan House di Kashan, ma ci costa solo 30 euro (per due, colazione inclusa). Alla fine i 500.000 RIL che ho trovato ier per strada li ho usati per comprarmi uno scamiciato per andare in giro, perché con il cappotto ho troppo caldo.

Montone anche stasera per cena (tra l’altro due giorni fa per strada ne abbiamo visto uno che era appena stato sgozzato, ancora si muoveva e rigoli di sangue scolavano lungo il marciapiede), chicken curry  e frappè di banana. Mi piacciono moltissimo le ceramiche che usano qui, tazze e ciotole.

Stiamo spendendo sui 60 euro al giorno, al di sotto dei 100 che avevamo in budget; bene!

Una signora tedesca mi ha chiesto di farle una foto. Lei e la sua amica (entrambe sui 50), con i foulard stile contadina degli anni 40 si stanno godendo moltissimo il viaggio in Iran. Da quel che ho capito sono anche particolarmente eccitate/ubriache perché qui c’è la birra, ma forse non hanno visto che è analcolica. Ci sono molti tedeschi che girano, forse perché in Germania non c’è la convinzione comune che l’Iran sia un posto pericoloso.

Alla fine siamo arrivati verso le 5 e abbiamo appena fatto in tempo a vedere la Masjed-e Jameh, la moschea che domina su Yazd. Bellissima anche di notte.

La moschea di Yazd

Masjed-e Jameh, la moschea di Yazd

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