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Una passeggiata a Campofontana

Una passeggiata a Campofontana

passeggiata a

Campofontana

una domenica d’inverno
Sono stata anch’io a Campofontana domenica scorsa. Dico anch’io, perché eravamo in tantissimi lassù.

L’inverno 2019-20 è stato piuttosto mite fino ad ora, e sempre più persone scelgono di passare la domenica in montagna, chi può e vuole sulle Dolomiti, magari per l’intero weekend, altri si accontentano di stare vicino a casa.

Le domeniche a Campofontana

In realtà non è un accontentarsi, perché le montagne del vicentino e veronese sono molto belle. Sono già Piccole Dolomiti. 

Nel caso di Campofontana ci troviamo in Lessinia, e fa parte di un Parco Naturale. 

campofontana
campofontana

Il percorso

Di solito quando vado a Campofontana prendo la strada che parte dal cimitero, passa per contrà Pagani e va verso il famoso faggio. 

Un paio di volte sono stata anche sul Monte Telegrafo, non questa volta (causa mal di testa). 

Domenica ho voluto provare un altro percorso, di cui avevo sentito parlare. Ho preso la strada che va a sinistra poco prima di arrivare al centro di Campofontana,  c’è un cartello che indica Agriturismo L’Incanto.

Questa strada passa per le contrade Grisi e Zocca (alla cabina elettrica bisogna tenere la destra), e dopo l’ultima contrada partono una strada bianca e il sentiero 251 (a sinistra). 

Il sentiero porta a un boschetto, che è il motivo per cui ho voluto fare questo percorso. 

campofontana

Il faggeto

Ed eccolo il bel boschetto di cui avevo sentito parlare. Un faggeto, esattamente.

I faggeti sono sempre affascinanti, i tronchi sono belli puliti, il sottobosco pure, di solito.

Molto bello è anche quello del Cansiglio, e molto più grande, ma questo è più comodo per noi vicentini ed è veramente un piacere per gli occhi.

faggeto campofontana
faggeto campofontana
Ci siamo fermati a fare qualche foto perché era troppo bello.
parco naturale della lessinia
faggeto campofontana
sentiero 251 campofontana
bucaneve campofontana

I bucaneve

Poi la bella sorpresa: i bucaneve.

Si vedevano appena, erano come la promessa di un bel tappeto bianco.

Ce n’erano tantissimi, impossibile non pestarli.

faggeto campofontana

I rifugi/ agriturismi

Agriturismo Bucaneve

Certo, non poteva avere un nome diverso l’agriturismo del faggeto. Ci si può arrivare in auto, ma la passeggiata da Campofontana è breve e molto piacevole.

E’ in una bella posizione, vicino al bosco ma soleggiato, almeno all’ora di pranzo.

agriturismo bucaneve campofontana

Rifugio Monte Torla

Il Torla è diventato piuttosto popolare da quando è stato aperto nel 2018. 

Non so se abbiano ristrutturato una malga, le fattezze sono quelle. Bella fuori e dentro. Il bagno ha un lavatoio di quelli antichi, dei bisnonni.

rifugio torla campofontana

Noi abbiamo mangiato al Torla, perché avevamo prenotato, ma c’è veramente troppa gente. Mi sembrava di essere al mare a luglio. 

La prossima volta penso che mi fermerò in uno degli agriturismi che ci sono più sotto. In ogni caso consiglio di prenotare, via whatsapp visto che il telefono prende poco lassù.

Bis di gnocchi:

Monte Veronese e ricotta affumicata.

tagliere rifugio monte torla

Tagliere di salumi e formaggi

pranzo rifugio monte torla

Bona la mostarda!

Al ritorno abbiamo fatto l’altra strada, quella che passa più in alto, per la contrada Pagani.
campofontana

Lo smog!

In queste ultime settimane l’allerta è stata alta per il livello di inquinamento nelle nostre città. E da lassù si vedeva molto bene.

Si vedeva una bella striscia rosa-grigio che sembra anche carina, quasi delle nuvole  basse illuminate da un sole che tramonta.

E invece no, è puro smog.

 

campofontana
Ritorno
foto campofontana
lessinia
parco naturale lessinia
paesaggio campofontana
parco naturale lessinia

Contrà Pagani

Chiunque sia stato a Campofontana almeno una volta conosce la Contrà Pagani. Molto molto bella.

Una tipica contrada cimbra. 

contrà pagani campofontana
contrà pagani campofontana
contrà pagani campofontana

Campofontana e il Parco Naturale della Lessinia sono belli in qualsiasi stagione.

Certo che ultimamente quest’area è diventata molto popolare, forse un po’ troppo per i miei gusti (uno va in montagna anche per stare in pace).

Ma dev’essere un po’ una moda ovunque, vedo che anche le Dolomiti ultimamente sono molto frequentate.

Va bene, finché la montagna non ne soffre, va bene, in fondo è giusto che possiamo godere tutti della bellezza della natura.

L’importante è che le portiamo rispetto. 

parco naturale della lessinia
parco naturale della lessinia

Una settimana dopo…

Ci siamo tornati una settimana dopo perché ha nevicato e volevo fare una passeggiata sulla neve e vedere a che punto erano i bucaneve. E abbiamo trovato anche gli ellebori (comunemente noti come rose d’inverno). Love.

cava di marmo campofontana
campofontana contrada pozza
neve a campofontana
It’s Going to be Perfect!

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Cima Marana d’inverno

Cima Marana d’inverno

Camminata a

cima marana

in inverno

Ieri, il giorno di Santo Stefano, sono stata a Cima Marana con mio fratello, partendo dal solito sentiero a destra della contrà Gebbani.

C’era un sacco di gente che aveva avuto la nostra stessa idea, la giornata era limpida e calda, troppo calda per dicembre.

Devo dire che ho fatto più fatica del solito. 

Forse perché appesantita dai vestiti invernali e lo zaino (di solito d’estate salgo in pantaloncini e borraccia), o appesantita dal pranzo di Natale del giorno, o semplicemente fuori forma (ormai non faccio più un cavolo di attività fisica). 

Però dai, alla fine abbiamo impiegato il solito tempo (1 ora e 15 minuti circa).
Il sentiero era abbastanza pulito fino alla cava, dopodiché c’era un po’ di neve, molto fango (la neve si stava sciogliendo), un pezzettino un po’ scivoloso, ma niente che non potesse affrontare una 42enne fuori forma.
Certo se ci fosse stata più neve non sarei andata perché non sono né attrezzata né “addestrata”.

Non siamo rimasti molto in cima perché nonostante il sole era fresco lassù, e c’era una arietta che mi ha fatto venire la tosse.

Al ritorno abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi che saliva per passare la notte.

Sempre una bella passeggiata Cima Marana.

It’s Going to be Perfect!

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Infiorata di Bolsena

Infiorata di Bolsena

Bolsena

Infiorata

Corpus Domini

Bolsena, un paesino medievale situato sul lago che porta lo stesso nome, nel giorno del Corpus Domini si fa bella con l’infiorata.

L’infiorata è una esposizione di disegni creati con fiori, semi, foglie e torba lungo le strade della città.

(tra l’altro Bolsena è anche famosa per le ortensie, ce ne sono tantissime in giro per il paese e qualche settimana prima dell’infiorata c’è un altro festival dedicato esclusivamente a queste piante)

Sono stata a Bolsena durante l’infiorata nel 2019 e ho fatto tantissime foto, che vorrei condividere.

ma prima, un po’ di storia…

Nel 1263 a Bolsena durante la consacrazione dell’ostia durante una messa si verificò un miracolo: l’ostia cominciò a perdere sangue come fosse  carne. Questo evento venne considerato la prova che il corpo di Cristo è effettivamente presente nell’eucarestia. Così dall’anno successivo il Papa di allora dispose che la celebrazione del Corpus Domini, prima limitata al Belgio, fosse estesa a tutta la comunità cristiana, da tenersi nella seconda settimana dopo la Pentecoste. Da allora nel giorno del Corpus Domini l’ostia viene esibita e trasportata in un ostensorio durante una processione.
A Bolsena la processione è particolarmente importante perché si porta in giro anche la “sacra pietra”, una delle pietre sulle quali caddero quelle gocce di sangue.

In più dal 1995 la festa si è fatta ancora più grande con l’aggiunta de l’Infiorata.

Preparazione

I lavori per l’infiorata iniziano già qualche giorno prima della processione.
Lungo le strade di Bolsena si incontrano spesso gruppetti di donne che preparano i petali, la materia prima dei disegni.
L’infiorata e la processione sono la domenica, ma alcuni gruppi iniziano il sabato sera a preparare i disegni sui pavimenti, perché di giorno fa molto caldo ed è difficile lavorare al sole.
Creare i disegni è un lavoro di squadra, tutti sono impegnati, dai più piccoli ai più adulti. E’ una bella festa di paese che coinvolge tutti.
La domenica
La domenica i lavori per completare i disegni proseguono alacremente. 

Prima

 

Dopo

I fiori vengono tenuti continuamente bagnati così restano freschi e non volano via.

 

Qui sotto due gallerie di immagini (cliccare sulle frecce per andare avanti).
Molte immagini rappresentano scene religiose, ma c’è anche altro. 
La processione
Alle 4 del pomeriggio inizia la processione in cui ostia e pietra sacra vengono portati in giro per la città, seguiti da rappresentanti della città stessa, del clero e di altre comunità.
La processione segue i disegni sulle strade. Solo il sacerdote che porta la “sacra pietra” che nel lontano 1263 fu macchiata dal sangue proveniente dall’ostia, può camminare sui fiori, gli altri camminano ai lati.  
Finita la processione si può subito camminare sui fiori. Se si ha il coraggio. 

A me dispiaceva un sacco vedere il lavoro di giorni andare distrutto dopo appena un’ora dall’essere stato completato. 

 

Un’altra galleria di foto. Ne ho fatte tantissime, i disegni sono tutti speciali, sarebbe un peccato non vederli tutti.

è impressionante la qualità dei disegni fatti con i prodotti della terra

e infatti sono in tanti impegnati per diverse ore, e con grande attenzione e cura, per rendere al meglio l’infiorata

molto bello davvero

ritornerò?

It’s Going to be Perfect!

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Camminata tra Marana e Montefalcone

Camminata tra Marana e Montefalcone

Camminata tra

Marana e Montefalcone

tra nuvole e natura

Ci sono diversi sentieri per salire a Montefalcone e poi Cima Marana. C’è una strada sterrata percorribile anche in bici dalla Piatta, Campodalbero, un sentiero che a zig zag sale da Recoaro Mille, e due sentieri che partono da Marana a Crespadoro.

Domenica scorsa sono stata a camminare con mio fratello sulle montagne dietro casa.

Volevamo salire a Cima Marana come facciamo più volte l’anno, ma anziché fare uno dei due sentieri più conosciuti, quelli che partono dalla Contrada Gebbani (o Castagna) e salgono direttamente il monte, abbiamo deciso di prendere il sentiero 203, che dai Gebbani va verso Malga le Casoline e poi si collega alla strada che dalla Piatta va verso Montefalcone.

Il sentiero 203

Prendendo il sentiero che parte tra i Gebbani e i Castagna per salire diretto verso Cima Marana (quello che noi chiamiamo “del coston”), poche centinaia di metri dopo la partenza si trova un bivio che porta a sinistra verso la cima, a destra verso Malga Casoline, che è il sentiero 203.

Qui eravamo vicini alla Malga Casoline, a circa un’ora dalla partenza.

Il 203 è più lungo e faticoso rispetto a quello che va a Marana da sinistra dei Gebbani, ma è quasi interamente all’ombra e attraversa un bosco bellissimo.

Passo della Porta

Dopo circa due ore di cammino (considerate che non sono affatto allenata) siamo arrivati a Passo della Porta, sulla strada sterrata che collega Campodavanti a Montefalcone.

Anziché proseguire sulla strada per andare verso Montefalcone, siamo saliti sul crinale e abbiamo seguito il sentiero delle creste. 

Solo che dall’altro lato della montagna c’era un gran nebbione e non si vedeva niente.

La vista da lassù è spettacolare.

Lo so perché ho fatto lo stesso sentiero un anno fa, in una bella giornata di sole. 

E allora vi ripropongo le foto dell’anno scorso, per darvi un’idea.

Le creste un anno fa

Si vede Cima Carega con il Rifugio Fraccaroli da lassù, se non c’è la nebbia.

Verso Montefalcone

Ci sarà stata anche la nebbia, ma io ho trovato comunque delle cose meravigliose da fotografare.

Finalmente il Rifugio Montefalcone

Ci è voluta mezz’ora abbondante per arrivare al rifugio dal Passo della Porta, un po’ perché cominciavo ad essere stanca e le salitine mi spezzavano, un po’ perché impegnata a fare foto.

Pranzo al Rifugio Montefalcone con minestrone e strudel ai frutti di bosco 🙂

Verso Cima Marana

Dopo un breve riposino siamo ripartiti per Cima Marana. Sempre paesaggi e natura bellissimi, nonostante la nebbia. Che però si è diradata verso Cima Marana.

ma queste radici?

Cima Marana è una delle vette più meridionali delle Dolomiti, e una tra le più basse.

1554m slm e una vista spaziale sulle valli del Chiampo e dell’Agno, e un abbozzo di Lago di Garda e Laguna di Venezia nei giorni limpidi.

Peccato ci sia sempre qualche furbo che lascia rifiuti in montagna.

Ho raccolto 5 mozziconi di sigaretta, solo intorno alla croce di Cima Marana.

La discesa verso i Gebbani è stata un po’ impegnativa, la stanchezza si faceva sentire sempre più e anche il male alle ginocchia.

ma quanto mi piace questo percorso!

It’s Going to be Perfect!

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La mia infelice esperienza sui Floating Piers

La mia infelice esperienza sui Floating Piers

La mia esperienza sui “Floating Piers”: attese troppo lunghe che potevano essere evitate.

The Floating Piers è una passerella galleggiante sul Lago d’Iseo, opera dell’artista bulgaro-americano Christo. Consiste in 3 chilometri di polietilene coperto di tessuto giallo che collega Sulzano, un piccolo villaggio sul Lago d’Iseo, a Monte Isola e un’altra piccola isola privata. L’opera è gratuita, aperta al pubblico, e transitabile (a piedi o in passeggino) per due settimane circa, dal 18 giugno al 3 luglio 2016.

 

floating piers

Peschiera Maraglio su Monte Isola

Io ci sono stata ieri, nel pomeriggio, perché mi era stato detto che è più tranquillo nel pomeriggio e in settimana, rispetto al weekend. Ieri non lo era affatto. Era da impazzire. Dovevamo immaginarlo visto il traffico che abbiamo trovato lungo la strada che porta al lago. Da casa abbiamo impiegato tre ore anziché due.

Non si può entrare in auto a Sulzano, che è un villaggio piccolino e non potrebbe accogliere tutti i visitatori diretti all’opera. Quindi ci sono diverse opzioni per visitarla: guidare o prendere un treno verso un altro paese lungo il lago e da qui prendere un bus navetta, un traghetto o un treno per Sulzano o Monte Isola. Ma nessuna di queste alternative è tranquilla o garantisce la possibilità di arrivare ai Floating Piers; la maggior parte dei traghetti sono prenotati, i bus sono lenti, i treni irregolari. Noi siamo andati a Marone, a nord di Sulzano, perché la maggior parte della gente parte da sud, da Iseo o Brescia, per arrivare a Sulzano. Ciò nonostante, abbiamo aspettato un’ora prima di poter salire su uno dei treni che collegano Marone a Sulzano, perché Sulzano era troppo affollata e il prefetto ha deciso di non fare più entrare nessuno. E il peggio doveva ancora arrivare; una volta a Sulzano abbiamo aspettato quasi tre ore in fila prima di poter accedere ai Floating Piers. Molto bravi i bambini che hanno aspettato pazientemente per tutto quel tempo, hanno dimostrato una calma maggiore di molti adulti.

Mentre eravamo in fila, ho sentito delle persone che venivano da Bologna; erano partiti alle 7 del mattino e arrivati a Brescia gli hanno impedito di prendere il treno per Sulzano; hanno dovuto aspettare un bel po’ di ore prima di poter ripartire.

 

floating piers

Una Sulzano trafficata e gialla

Siamo finalmente riusciti a mettere piede sui Floating Piers alle 9.30 della sera. E ci siamo potuti rimanere per poco più di dieci minuti perché era tardi e probabilmente l’ultimo treno per Marone era alle 10.20. Dico “probabilmente” perché niente sembra chiaro e sicuro lì. L’orario in bacheca alla stazione di Marone informava che l’ultimo treno per il ritorno era alle 10.20, ma la signora che ci ha venduto i biglietti ha detto che l’ultimo era a mezzanotte. Onde evitare di dover camminare 1 ora e mezza per tornare a Marone, abbiamo deciso di prendere il treno sicuro. Anche perché ci aspettavano altre due ore d’auto per tornare a casa.

E’ stato carino camminare sui Floating Piers, per quanto breve sia stata l’esperienza. Niente di eccezionale comunque; penso che la maggior parte della gente ami l’idea di far parte di qualcosa che è stato pubblicizzato così tanto. E tutti i commenti “esperienza indimenticabile”, “da provare assolutamente”, siano effetto del trascinamento (o effetto-pecora?). A me piaceva l’idea di poter raggiungere l’isola a piedi, quando normalmente si può fare solo su una barca. Mi sarebbe piaciuto potermela godere di più; il programma era di arrivare verso le 5 o massimo alle 6, e camminare un paio d’ore. Ma forse è stato meglio così, perché il mal di mare mi è durato per un paio d’ore.

Floating Piers

10 minutes on the Floating Piers

A cosa è dovuto tutto il successo dei Floating Piers, o perlomeno di tutto questo affollamento? Probabilmente se l’opera fosse lì per due mesi e non due settimane l’affluenza sarebbe stata meno concentrata. Ma allora, perché solo due settimane? E’ perché ha bisogno di molta manutenzione? (doveva essere aperta 24 ore al giorno, invece ora la notte chiudono perché la devono sistemare). O perché sta iniziando la stagione estiva al lago e gli hotel hanno bisogno di calma e di un traffico regolare per i loro clienti? (al momento la zona è off limit quasi sempre). Non lo so.

Comunque, ho appena controllato la videocamera live della piazza del municipio dove ieri ho aspettato due ore, e oggi non c’è per niente fila. Quindi, sono stata particolarmente sfortunata. Vorrei essere andata oggi. Quindi mi fa ancora più rabbia che nessuno mi abbia consigliato di non andarci ieri. Non pretendo che mi chiamassero a casa per dirmi che era affollato. Ma la mattina e anche prima di partire, ho controllato il sito del Floating Piers, dove c’è anche una sezione riservata alle news. L’ultima news risaliva al 25 giugno, e ieri era il 28. Quindi ho immaginato che fosse tutto tranquillo e di poter andare senza problemi. Se fossi stata avvisata non sarei andata e come me molti altri. Magari non quelli che sono partiti alle 7 da casa, ma quelli che vivono abbastanza vicino come me, avrebbero preferito cambiare data.

Ma non è finita qui. Dopo tante ore in fila abbiamo dovuto aspettare anche per prendere il treno per tornare alla macchina. E per andare verso nord ci è anche andata bene, perché abbiamo aspettato “solo” 40 minuti! (il treno era alle 10.40, non alle 10.20 come da orario). La fila per andare verso Iseo o Brescia era lunghissima di nuovo. Perché non hanno organizzato qualche treno in più visto l’affollamento che c’era? Ho avuto l’impressione che l’organizzazione fosse pessima.

Magari non si aspettavano tanta gente, ma avrebbero potuto fare qualcosa per migliorare la situazione. Almeno non far aspettare ancora chi voleva andarsene da questa esperienza irripetibile (perché incredibilmente affascinante o incredibilmente affaticante, decidete voi) che sono i Floating Piers.

Conegliano 1000

Conegliano 1000

[:en]

Conegliano celebrates 1000 years of history

 

Conegliano is a medieval town in Treviso, Veneto, that this year celebrates 1000 years of history.

 

Conegliano

Via XX Settembre, the main road in the old town

 

I visited Conegliano on Sunday June 19th with other Instagrammers. We did a tour of the town and participated to the historical reenactment in the evening.

 

Conegliano

On the way to the castle

 

The first documents of Conegliano date back to 1016. At first there were only some houses, then a castle was erected, on top of the hill, and later a whole village was built around the castle. In the Middle Ages Conegliano was quite important in the trade business, and the many frescoes on the outside walls of the houses of the town testify it. But the frescos have suffered bad damages in the last century, due mainly to the pollution.

 

Conegliano

Details of the main square

 

Conegliano was a walled town with two gates, one of which is still visible while the other has been substituted by two more modern towers; a central lane connected the two gates and cut the village in half. There were 72 towers, of which only 2 have remained. During the Venetian control, the doge thought it would be easier to rule the town if there were no towers, in case its people would uprise.

 

Part of the castle is still there, on the hill, with a great view on the whole town. It now hosts a bar-restaurant and a beautiful garden.

 

Conegliano

The Castle

 

The main square in town is named after Giovanni Battista Cima, better known as Cima da Conegliano, its most illustrious citizen. Cima was born here towards 1460 and became a famous painter after he moved to Venice. He was mainly commissioned paintings of saints, but Cima often used his beloved Conegliano as backdrop for his paintings; his paintings are an important testament of how the town looked like at the time.

 

For the last 30 years Conegliano in the month of June has organized a 10-day long festival, with various shows and events in medieval settings; a dinner with decorations and food from the Middle Ages, a parade in medieval costumes and a live checkers game in historical costumes are the main events. On the Sunday that we were there, we could marvel at the parade, but unfortunately the live game was cancelled due to the rain. People have been working at the festival for months, tailoring costumes and training for the parade and the game; the rain was a real drag.

 

Dama Castellana

Parade in medieval costumes

 

Nowadays Conegliano is the heart of the production of Prosecco, the world-famous sparkling wine. Spades and drawbridges have left place to vines and barrels.

 

You can see more pictures from Conegliano on my Facebook page: 

 

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Conegliano festeggia mille anni di storia

Conegliano è una città medievale nella provincia di Treviso, in Veneto; quest’anno, 2016, festeggia mille anni di storia.

 

Conegliano

Via XX Settembre, la strada principale del centro storico di Conegliano

 

Ho visitato Conegliano domenica scorsa con altri instagrammers. Abbiamo fatto un giro della città e assistito ad una rievocazione storica la sera.

 

Conegliano

Conegliano

 

I primi documenti di Conegliano risalgono al 1016. All’inizio c’erano poche case, poi fu eretto un castello, sulla collina, e più tardi crebbe un villaggio attorno al castello, che venne fortificato con delle mura. Nel medioevo Conegliano era un punto importante nel commercio, e molti affreschi sui muri delle case lo testimoniano. Gli affreschi purtroppo hanno subito il degrado dovuto al passare del tempo e l’inquinamento.

 

Conegliano

Dettagli di Piazza Giovanni Battista Cima

 

Conegliano era una città murata con due porte, una ancora visibile, mentre l’altra è stata sostituita da due torri moderne; una via centrale collega le due entrate e taglia il villaggio a metà. C’erano 72 torri, di cui solo 2 sono rimaste. Durante il dominio dei veneziani, il doge pensò che fosse più facile controllare la città se non c’erano torri su cui i cittadini potevano rifugiarsi e da cui difendere il borgo; perciò fece abbattere tutte le torri.

 

Parte del castello è ancora lì, sulla collina, con un’ottima vista sulla città. Oggi ospita un bar-ristorante e un bel giardino.

 

Conegliano

Castello di Conegliano

 

La piazza principale è dedicata a Giovanni Battista Cima, detto anche Cima da Conegliano, il cittadino più illustre della città. Cima nacque a Conegliano verso il 1460 e divenne un affermato pittore dopo il suo trasferimento a Venezia. Nonostante gli venissero commissionati soprattutto dipinti di santi, Cima spesso usò la sua amata Conegliano come sfondo dei suoi dipinti, che ora sono un’importante testimonianza di com’era la città al tempo.

 

 

Da circa 30 anni nel mese di giugno Conegliano organizza un festival di 10 giorni con ambientazione medievale; gli eventi principali del festival sono una cena con allestimenti e piatti tipici del Medioevo, una sfilata in costumi dell’epoca e la “dama vivente”, il gioco della dama in cui le pedine sono delle persone vere su una damiera nella piazza principale della città. Noi siamo riusciti a goderci la sfilata, ma sfortunatamente il gioco è stato annullato perché ha iniziato a piovere a dirotto e la pista era anche pericolosa (una sbandieratrice è scivolata durante lo spettacolo). Gli abitanti di Conegliano hanno lavorato per mesi per prepararsi a questa festa, cucendo i vestiti e allenandosi per la sfilata e il gioco; la pioggia è stata una vera guastafeste.

 

dama castellana

Sfilata in costumi medievali

 

Al giorno d’oggi Conegliano (con Valdobbiadene) è il centro della produzione del Prosecco, il vino frizzante che ha ottenuto fama mondiale. Spade e ponti levatoi hanno lasciato il posto a vigneti e botti.

 

Altre foto di Conegliano sulla mia pagina Facebook:
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