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Carnevale di Venezia

Carnevale di Venezia

Carnevale di Venezia

fotografie, storia e maschere

Il Carnevale di Venezia è uno dei carnevali più importanti non solo in Italia, ma in tutto il mondo.  

maschere al carnevale di venezia

La sua fama deriva in particolare dalle caratteristiche maschere che si vedono girare per le calli e i campi durante questo periodo dell’anno.

Noi siamo abituati a collegare maschere e costumi al Carnevale (e negli ultimi anni ad Halloween), ad un periodo di festa ed evasione dalla normalità, ci travestiamo per avere per qualche ora un aspetto diverso dal solito.

Ma a Venezia non è sempre stato così… 

storia del carnevale di Venezia

storia carnevale di venezia

Il carnevale ha origini antiche, che si possono far risalire ai Saturnali romani, un periodo alla fine del mese di Dicembre in cui si concedevano dei temporanei allentamenti delle regole civili.

Erano momenti di banchetti e di sovvertimento dell’ordine sociale: gli schiavi per qualche giorno diventavano liberi e si eleggeva un princeps vestito di maschera e colori sgargianti.

Qualche secolo dopo, quando a Venezia governava la Repubblica Serenissima, indossare maschere e costumi era diventata abitudine comune. 

storia maschere venezia
venice carnival
storia del carnevale di venezia
A quei tempi le maschere servivano per nascondere la propria identità durante incontri clandestini o per svolgere attività poco legali.

La maschera per esempio si metteva per andare nei casini o nei postriboli.

Sotto il tabarro (mantello) spesso si nascondevano armi.

storia carnevale di venezia

Per questo motivo nel 1269 ne venne proibito l’uso, se non durante il Carnevale (che durava da Santo Stefano al Martedì Grasso).

Bauta (il tricorno con la maschera aperta sotto che permetteva di parlare e mangiare) e tabarro potevano ancora essere indossati anche nei banchetti ufficiali e le feste della repubblica.

 

Nel frattempo il Carnevale (che durava da Santo Stefano al Martedì Grasso) e le maschere veneziane divennero sempre più importanti, tanto che nel 1436 fu istituito lo statuto dei mascherari, gli artigiani specializzati nella produzione delle maschere.

E il carnevale continuava ad essere un periodo di trasgressioni, in cui si poteva fare di tutto, grazie all’anonimato dato dalla maschera.

carnevale di Venezia
Nel 1776 fu stabilito l’obbligo per le donne sposate di indossare bauta e tabarro per andare a teatro.
carnevale di Venezia

Nel 1700, quando il Carnevale era al suo apice, si diffusero altre maschere, tratte dalla Commedia dell’arte, come Pulcinella, Colombina, Arlecchino, Pantalone.

storia del carnevale di Venezia

Dal 1797, con la fine della Repubblica di Venezia e l’arrivo di Napoleone prima, e gli Austriaci dopo, il Carnevale subì un arresto, in quanto fu vietato completamente. Le maschere potevano essere indossate solo a feste private.

Il carnevale fu reintrodotto solo di recente, nel 1979.

maschera carnevale di venezia

Il carnevale oggi

Al giorno d’oggi curiosi e appassionati vengono da tutto il mondo non solo per vedere questi bei costumi di Carnevale, ma anche per indossarli.

E’ infatti possibile comprare o noleggiare un costume di carnevale in vari atelier veneziani. 

In giro per Venezia ci sono vari baracchini che vendono delle maschere a pochi soldi, ma le vere maschere veneziane sono di cartapesta e costano almeno 30 euro (sono tuttora lavori di artigianato). 

maschere veneziane
maschera veneziana
Alcuni costumi sono tradizionali, con la maschera bianca e i copricapi ricchi e bizzarri.

Altre danno sfogo alla fantasia di chi le ha create e si ispirano a personaggi di film o a culture diverse da quella veneziana. 

maschera veneziana
carnevale di venezia
Il Carnevale è uno dei momenti più belli e più importanti di Venezia, copre un periodo di due settimane in cui si susseguono sfilate in gondola, premiazioni di maschere, esibizioni di vario tipo. 
fotografo carnevale venezia
E non dobbiamo dimenticare la frittella, protagonista non meno importante del Carnevale Veneziano. 
frittelle veneziane
maschere veneziane
carnevale di venezia
maschera veneziana
maschere a venezia

Venezia durante il Carnevale è un gran casino, in alcuni punti si fa fatica a muoversi, ma merita una visita almeno una volta nella vita.

Magari in un giorno infrasettimanale, se il lavoro lo permette. 

carnevale venezia
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Verona, la città dell’amore

Verona, la città dell’amore

Verona in Love

Verona è una delle città più romantiche d’Italia, viene considerata la città dell’amore per eccellenza. E’ una destinazione ambita per un weekend tra innamorati, e una foto alla casa di Giulietta con la mano sul seno della statua che la rappresenta è quasi d’obbligo (anche se c’è talmente tanta gente che non è molto romantico come momento).

Ma perché tutto questo romanticismo a Verona? Beh, proprio per Shakespeare, che ambientò la tragica storia d’amore tra Romeo e Giulietta in questa città.

A Verona oltre alla casa di Giulietta si possono vedere anche la sua tomba e la casa di Romeo (o quella che insomma avrebbe potuto essere tale).

In occasione della festa di San Valentino, la città organizza una serie di eventi per celebrare l’amore.

love market in verona

Quest’anno, il 2020, Verona in Love si svolge dal 13 al 16 febbraio.

La città è abbellita da decorazioni d’amore, di cui la più importante è probabilmente il grande cuore in Piazza Dante, che si vede meglio dall’alto della Torre dei Lamberti.

verona in love

Durante il festival ci sono eventi di tutti i tipi, un premio per la vetrina più bella, incontri culturali, una mezza maratona, i ristoranti offrono dei piatti particolari a tema, c’è un aperitivo alla Funicolare, un mercato a tema, tutto rosso e tutto romantico, ovviamente.

Dormire nella casa di Giulietta

Quest’anno c’è qualcosa di nuovo: c’è la possibilità di dormire nella casa di Giulietta. E’ un’occasione ghiotta, se si considera che normalmente l’edificio medievale è adibito a museo, e ci si può dormire solo la notte del 14 febbraio.

Solo una coppia avrà questo privilegio. Il tutto è organizzato da Airbnb, e include una cena cucinata da uno chef stellato. La coppia potrà dormire nel letto usato da Franco Zeffirelli nel film “Romeo e Giulietta” e potrà rispondere ad alcune delle tante lettere mandate a Giulietta.

ponte pietra in verona

Verona è una città bellissima che merita una visita tutto il periodo dell’anno, ma a San Valentino diventa ancora più romantica e si fa amare ancora di più.

Una Camminata per la Vita a Restena

Una Camminata per la Vita a Restena

Una passeggiata primaverile ad Arzignano

La Camminata per la Vita a Restena è una delle tante passeggiate che vengono organizzate ad Arzignano (e nell’Italia intera) durante tutto l’anno ma in particolare in Primavera, quando non fa né freddo né caldo e la natura è in fioritura, condizioni ideali per questo tipo di eventi.

camminata per la vita restena

Quest’anno (2020) la Camminata per la Vita si terrà il 22 marzo. E’ una passeggiata tra ciliegi in fiore, vecchie case dai muri pendenti, incredibili fiori selvatici e un’antica villa in vendita.

camminata per la vita restena

Normalmente in questo tipo di camminate ci sono diversi percorsi disponibili; a Restena per esempio normalmente si possono fare 6, 12 o 18 chilometri (poi passati a 20). Lungo la via ci sono vari “ristori” dove poter bere e mangiare qualcosa, rifocillarsi per ripartire più forti di prima.

Il percorso breve se non sbaglio è percorribile anche con i passeggini. Quello lungo parte dalla piazza di Restena, sale verso la collina, passa per Pugnello e torna a Restena.

camminata per la vita

un ristoro

Eventi come questo mi sono sempre piaciuti perché sono un modo per tenersi in forma e scoprire la propria terra  (e in effetti stanno diventando sempre più popolari); io per esempio non avevo mai passeggiato prima su quelle colline, a soli 10 km da casa mia. La vista da lassù è incredibile, con tutti quegli alberi bianchi che interrompono il marrone del bosco. Inoltre, camminare accompagnati da cani che corrono come pazzi dalla contentezza e vedere i bambini che molto pazientemente marciano i loro primi 6 chilometri di fila, è veramente un piacere. Fa bene all’umore. Quando l’ho fatta io alla fine dei 18 chilometri camminavo a malapena, ma ne è valsa la pena (la seconda volta ho fatto i 12, più alla mia portata).

La Camminata per la Vita è particolarmente importante perché è organizzata anche per raccogliere fondi a scopo benefico, la prima edizione fu per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, nel 2020 per l’Associazione Malattie Rare Mauro Baschirotto (e costa poco, sui 5 euro di solito).

camminata per la vita arzignano

Alla fine della passeggiata questo cane deve aver corso almeno 4 volte la distanza!

Eventi come la Camminata per la Vita sono un mix di cultura, cibo e socializzazione. Le passeggiate sono un ottimo modo per incontrare vecchi e nuovi amici, passare del tempo nella natura e (ri-)scoprire il territorio in cui viviamo.

camminata per la vita

Panorama e un contadino: non ci sono domeniche per loro.

Camminata tra le Contrade di San Zeno

Camminata tra le Contrade di San Zeno

Da qualche anno la comunità di San Zeno (il paesino dove abito ad Arzignano) organizza una camminata tra le sue contrade, sulle colline della Calvarina. 

On the hills of San Zeno

Sulle colline di San Zeno

La passeggiata è organizzata in occasione della sagra patronale che si svolge ogni anno verso la fine di Aprile, per due settimane, ed è un mix di cibo, musica e cultura. Ogni giorno c’è qualche specialità in cucina (porchetta, paella, risotto, ecc.), c’è un festival di musica, una mostra/concorso di foto, una mostra di moto d’epoca.

La passeggiata si tiene sempre il 25 Aprile. Adoro camminare in mezzo alla natura e tra le vecchie contrade delle colline di casa mia. E’ anche un’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici, vicini di casa o di quartiere che non si vedono tanto spesso. E c’è sempre da mangiare. C’è una piccola sosta pochi chilometri dopo la partenza e una più sostanziosa a metà camminata dove ci si può rifocillare con deliziosi panini con del buon salame fatto in casa, formaggio e vin crinto. Un piacere per il palato e per lo spirito.

Da San Zeno si sale verso la croce che si trova sul monte tra San Zeno e Verona (è la parte più difficile, con un po’ di salita) passando dai Baeti, poi si cammina alla stessa altitudine fino alla Contrà dei Salvadori dove ci sono i panini, e da lì si passa ai Moschini e giù fino a San Zeno di nuovo. 

Il tutto dura circa 3,5 ore, sono all’incirca 10 km. Non facilissimo, perché la prima parte di salita è abbastanza tosta, ma fattibile da chiunque cammini almeno un po’.

Qui sotto potete vedere un breve video che ho fatto della camminata a San Zeno, buona visione!

Fontane di Roma

Fontane di Roma

Le più belle fontane di Roma

Poco tempo fa sono stata a Roma e una sera, guardando le foto scattate durante il giorno, ho notato che avevo molte foto di statue, che di solito non fotografo. Guardando meglio ho capito che erano tutte foto di fontane.

Ne ho dedotto che le fontane sono una delle cose che mi piacciono di più a Roma. In effetti, pensandoci bene, sono delle vere e proprie opere d’arte, disegnate e scolpite dai più grandi artisti che hanno creato la Roma barocca.

Queste sono le mie fontane favorite a Roma.

 

Fontana del Tritone, Piazza Barberini

Il mio amore per il Tritone risale a più di venti anni fa, la prima volta che lo vidi. La fontana si trova in Piazza Barberini, poco lontano da Piazza Trevi e il Quirinale. Il Tritone è un dio greco-romano del mare; mi affascinano la mascolinità emanata da questa statua e la posa. Fontana e statua sono fatti in travertino e furono scolpiti tra il 1642 e il 1643 dall’artista barocco Gian Lorenzo Bernini, su commissione di Papa Urbano VIII.

 

tritone fountain rome barberini

Fontana del Tritone a Piazza Barberini

 

In un angolo della stessa piazza c’è un’altra fontana, meno imponente ma egualmente carina, un po’ particolare. Si tratta della Fontana delle Api, richiesta sempre da Papa Urbano VIII (le api sono simbolo della sua famiglia) per abbeverare i cavalli.

 

bees fountain barberini rome

Fontana delle Api a Piazza Barberini

Le fontane di Piazza Navona

Piazza Navona è una delle piazze più belle di Roma. E’ conosciuta in tutto il mondo per l’architettura, i palazzi e le chiese che la circondano, le tre fontane che la abbelliscono. Sono impressionanti. E’ una fortuna averle sempre lì a disposizione, poterle ammirare di giorno e di notte in ogni stagione.

La prima fontana che si incontra entrando nella piazza dal lato sud (venendo da Largo Argentina) è la Fontana del Moro, che rappresenta un Moro circondato da quattro Tritoni. I tritoni e il delfino erano nella forma originale della fontana, disegnata da Giacomo della Porta nel 1575; la statua del moro fu invece aggiunta quasi 80 anni dopo da Gian Lorenzo Bernini, in concomitanza con la costruzione della Fontana dei Quattro Fiumi.

 

fontana del moro piazza navona

Fontana del Moro in Piazza Navona

 

La mia favorita delle tre fontane di Piazza Navona è proprio quella centrale, la Fontana dei Quattro Fiumi (Danubio, Gange, Nilo e Rio de la Plata, che rappresentano i quattro continenti). Fu scolpita dal Bernini tra il 1648 e il 1651, su incarico di Papa Innocenzo X.

Qualche curiosità su questa fontana: per ottenere la commissione Bernini donò un modello in argento della fontana a Olimpia Moidolchini, cognata di Innocenzo X, che essendo anche una sua favorita lo convinse ad affidare l’incarico a Bernini, a discapito del grande rivale Borromini. La fontana fu così costosa che il papa dovette aumentare il prezzo del pane per pagare le spese, il che ovviamente non fece felice il popolo.

 

Fontane al Pincio e Parco di Villa Borghese

fountains of moses in pincio Rome

Fontana di Mosè

 

Ogni volta che vado a Roma cerco di fare un giro al Pincio, l’ampio terrazzo sopra Piazza del Popolo, dal quale si ha una delle viste panoramiche più belle di Roma. Mentre ero lì l’ultima volta ho visto questa statua che non avevo mai notato prima. E’ una fontana, circondata da piante di papiro, e si chiama Mosè perché rappresenta una donna che si abbassa verso un bimbo in una cesta, come Mosè. Il bambino non l’avevo neanche notato, nascosto com’è dal papiro. La donna circondata dal verde invece è proprio bella.

Un po’ più avanti, vicino a Villa Borghese, ad abbellire questo parco delizioso c’è la Fontana dei Cavalli Marini. Risale alla fine del XVIII secolo.

 

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Fontana dei Cavalli Marini a Villa Borghese

Fontana delle Tartarughe

La Fontana delle Tartarughe si trova in Piazza Mattei, nella zona del ghetto ebraico. Si dice che fosse stata fatta costruire dal Duca Mattei in una sola notte per impressionare il suocero, che doveva vedere la fontana da una finestra del palazzo che poi sarebbe stata murata per impedire ad altri questa vista. In realtà la fontana risale al 1588, mentre il palazzo Mattei al 1616.

fontana delle tartarughe roma

Fontana delle tartarughe

Fontana di Trevi e Barcaccia

Ci sono due fontane che sono bellissime, e probabilmente le più famose di Roma, la fontana di Trevi e la Barcaccia in Piazza di Spagna. Nonostante la loro bellezza non sono tra le mie favorite perché c’è sempre talmente tanta gente che non riesco ad apprezzarle come dovrei.

 

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Fontana di Trevi

 

La costruzione della Fontana di Trevi cominciò nel 1732 con Nicola Salvi, e finì nel 1762 con Giuseppe Pannini. E’ famosa per la scena del film “La Dolce Vita” in cui Anita Ekberg entra in acqua sotto lo sguardo ammaliato di Marcello Mastroianni. Oggi non ci si può neanche bagnare i piedi, per fortuna, ma si può gettare una moneta (con la schiena rivolta alla fontana) nella speranza di tornare a Roma. Le monete raccolte in teoria vanno alla Caritas, ma ho visto in passato un signore raccoglierle con uno strumento apposito.

La Barcaccia fu commissionata da Papa Urbano VIII a Pietro Bernini nel 1623, che probabilmente la completò con l’aiuto del figlio Gian Lorenzo. Questa fontana si trova leggermente sotto il livello della strada a causa della scarsa pressione dell’acqua in questo punto.

C’è un’altra fontana che ho visto per caso e mi è piaciuta, un po’ fuori dal centro, su una collina, al Rome Cavalieri Waldorf Astoria. E’ una bella fontana con tre delfini in bronzo e un bel getto d’acqua. Non sono riuscita a trovare altre informazioni purtroppo.

 

Rome Cavalieri Waldorf Astoria

 

Dobbiamo ringraziare i papi (e le loro ricchezze) se oggi possiamo godere di tanta bellezza. In particolare Papa Urbano VIII che voleva una fontana in ogni piazza principale di Roma. Ho visto tutte queste fontane in un giorno (tranne l’ultima), durante un itinerario a piedi di circa 20 km per il centro di Roma che faccio ogni volta che visito la città eterna. Lo consiglio, ovviamente.

Circolo d’oro

Circolo d’oro

Islanda

Circolo d’Oro

primo giorno in auto

Il primo giorno dopo il nostro arrivo in Islanda abbiamo fatto il circolo d’oro. E’ un percorso ad anello vicino a Reykjavik, un passaggio obbligato quando si visita questa incredibile isola, perché è vicino all’aeroporto principale dell’Islanda e perché in un giorno si vedono alcuni tra i suoi luoghi più rappresentativi.

circolo d'oro islanda

Io già allontanandomi da Keflavík ero estasiata. Perché partire alle 9.30, quando il sole non è ancora sorto, è un’esperienza un po’ insolita per noi abituati a ore di luce diverse. Inoltre fino a mezzogiorno c’è una luce spettacolare, che per chi è appassionato di fotografia è una vera gioia.

Forse perché era il primo giorno lì, o più probabilmente perché ogni angolo era spettacolare, ma mi sarei fermata ogni 5 minuti a fare foto. Peccato che in Islanda non ci si possa fermare dove si vuole, ma solo nelle aree di sosta; è anche pericoloso uscire dalla carreggiata perché il terreno può essere instabile.

Dove si vedeva un gruppo di auto parcheggiate voleva dire che c’era qualcosa di interessante, e ci fermavamo anche noi. In ogni caso spesso le aree di sosta sono state messe apposta in punti strategici.

circolo d'oro islanda
circolo d'oro islanda
circolo d'oro islanda

Thingvellir

circolo d'oro

Il primo sito che abbiamo visitato è stato il Thingvellir, un Parco Nazionale, un’area dove si incontrano le placche tettoniche americana ed europea.

Le due placche continuano a spingersi e ad allontanarsi; per questo motivo l’Islanda ogni anno si allarga di un paio di centimetri.

chiesa a thingvellir
chiesetta a thingvellir

Quest’area così curiosa è stata la sede del primo Parlamento Islandese. I capi dei primi clan norvegesi emigrati in Islanda decisero di trovarsi una volta l’anno, verso giugno, per dirimere le controversie sorte tra di loro. Continuarono così ogni anno tra il 930 e il 1798.

thingvellir

Ci sono una caffetteria carina e un negozio di souvenir vicino all’entrata (si paga per vedere un mini museo annesso, ma il parco è libero).

Per questioni di budget non abbiamo preso neanche un bicchiere d’acqua (ma l’acqua l’abbiamo presa da un rubinetto, è potabile in tutta l’isola).

Geyser

geyser islanda
geyser islanda
geyser islanda
geyser islanda
geyser islanda
geyser

Il geyser che ha dato il nome a tutti gli altri.

geyser

Acqua bollente e vapore escono da tutte le parti nella zona circostante.

geyser
geyser

In realtà il geyser originale non è più tanto potente, ma ce n’è uno ben funzionante a pochi metri.

geyser

Eravamo tutti con macchine fotografiche e telefoni pronti ad immortalare le esplosioni che avvenivano ogni 7-8 minuti.

geyser
geyser
geyser
geyser

Gullfoss

Gullfoss è una bella cascata, molto larga, che probabilmente dà il suo meglio in estate quando si sciolgono i ghiacciai.

gullfoss
gullfoss

Era anche ora del tramonto, che è stato sempre spettacolare durante la nostra permanenza in Islanda.

Qui c’era l’unico bagno a pagamento di tutta l’isola. 

gullfoss islanda

Per tutto il tragitto abbiamo incontrato molte macchine, presumo il 90% fossero auto a noleggio di turisti.

Poi due ore e mezza di auto fino a Vìk, dove avevo prenotato la guesthouse. Al buio, perché alle 4 il sole è tramontato. 

E’ stata una giornata impegnativa perché abbiamo macinato molti chilometri in auto, ma direi che il Circolo d’Oro è stata l’introduzione perfetta all’Islanda.

It’s Going to be Perfect!

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