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Da Las Terrenas a Las Galeras

Da Las Terrenas a Las Galeras

11 Aprile

7.22 Non è stato difficile svegliarci alle 6.30. Ormai alle 21.30 caschiamo a letto dal sonno, perché per un motivo o per l’altro siamo sempre svegli presto. Fa già caldo così presto al mattino; c’è talmente tanta afa che lo smog resta giusto all’altezza del naso.

A cavallo verso la cascata di El Limon

A cavallo verso la cascata di El Limon

Stiamo aspettando che il pick-up parta per El Limon, dove faremo il giretto con il cavallo per andare a vedere una bella cascata. A quest’ora molti hanno già fatto il bagno in mare e stanno ritornando a casa per iniziare la giornata lavorativa, chi in negozio, chi a fare da mangiare. Quel che mi spiace è che non abbiamo avuto il tempo di passare il confine che separa Las Terrenas turistica con Las Terrenas locale. Ci siamo passati ieri in gua-gua, arrivando, ma avremmo dovuto arrivarci a piedi. Gli sportivi di questa mattina camminano con dei pesi ai polsi o portando delle bottigliette di plastica piene di sabbia. Mica scherzano! Sul gua-gua di ieri c’erano due donne tenute molto bene, una aveva addirittura l’iphone!

Siamo già in ritardo nel nostro programma della giornata. Le tedesche ci hanno detto di partire prima delle 8 perché dopo arrivano le frotte di turisti alla cascata.

Passaggio attraverso la spiaggia del resort Grand Paradise per arrivare al nostro campeggio sul monte

Passaggio attraverso la spiaggia del resort Grand Paradise per arrivare al nostro campeggio sul monte

Ore 15.15 EL CABITO

Mamma mia che posto! La gente paga fior di quattrini (10 euro per un polipo) per venire a mangiare su una palafitta a una cinquantina di metri sul mare. Puoi anche buttarti giù, ma El Cabito non si assume nessuna responsabilità; c’è una corda per tirarsi su comunque.

Luca non ti buttare!

Luca non ti buttare!

Abbiamo camminato un’ora sotto il sole del primo pomeriggio (l’ora in cui preferiamo metterci in viaggio Luca ed io, a quanto pare), per risparmiare tre euro di moto concho. E’ stata una bella passeggiata però, siamo passati per la bellissima spiaggia del Grand Paradise, l’unico resort del paese.

El Cabito ristorante

Il ristorante di El Cabito

Domattina però ce ne andiamo da qua, e prima di colazione, perché qui costa 250 RDS a persona. La birra 150, sti masci! Mai bevuta una birra così costosa in Repubblica Dominicana. In effetti qui è bellissimo, un po’ fuori dal mondo, e per questo devi pagare. La nostra casetta è pure su una palafitta, con una tenda al posto della porta, ma c’è la zanzariera (attorno al materasso messo sulle assi di legno del pavimento) a difenderci da possibili attacchi. Io ho male al culo, dopo la cavalcata di stamattina.

La nostra capannina sull'albero a El Cabito

La nostra capannina sull’albero a El Cabito

19h30 CHINOLA, frutto della passione. Questo sì che è buono! A Las Galeras la strada principale parte dalla spiaggia e sale perpendicolare verso l’interno. Stasera abbiamo risalito questa strada e ci siamo allontanati dal “centro” (l’incrocio delle due strade di Las Galeras) e siamo andati un po’ fuori perché il posto dove mangiamo di solito qua voleva 200 RDS per il pollo, anziché 150 come ieri. E allora abbiamo trovato sto posto senza pavimento, con i tavolini all’aperto riparati da un telo di plastica, e abbiamo il nostro bel pollo da 150 RDS con due succhi. Ma proprio buoni! Devo ricordarmi di dire a mia mamma che quando torneremo non mangeremo pollo per un bel pezzo.

12 Aprile

Giorno di relax a Las Galeras. Appena scesi da El Cabito abbiamo trovato una stanza in un bel alberghetto proprio all’unico incrocio di Las Galeras. Al Paradiso Bungalows ci sono 6 casette, ognuna composta da una camera e un bagno, una l’abbiamo presa noi, in un’altra ci sta il proprietario francese, e le altre sono vuote.

Il nostro bungalow a Las Galeras

Il nostro bungalow a Las Galeras

Erano le 8 quando siamo arrivati, dovevano ancora aprire. Beh, considerato che non hanno clienti… Appena messi giù gli zaini siamo andati al baretto all’altro angolo dell’incrocio a mangiare pancakes con marmellata e un caffè buonissimo. Qui sono degli americani i proprietari, un po’ hippy. Ho preso in prestito un libro, “The girl with pearl earring”, La ragazza con l’orecchino di perla, che devo leggere entro domani mattina perché domani si parte.

Dopo colazione siamo stati al supermercato a prendere qualcosa da stuzzicare per pranzo (crackers al formaggio e acqua) e siamo andati ad una spiaggetta un po’ fuori mano qui vicino. Ci siamo persi per arrivarci, ma molto bella. Noi abbiamo camminato un po’ in mezzo alle case e un po’ in mezzo al bosco per arrivarci, ma con la macchina si arriva proprio qui dietro.

Las Galeras

Radici di palma alla spiaggetta di Las Galeras

Anche in questa spiaggetta sono attrezzati con lettini e baretto, ma noi rifiutiamo l’offerta e allarghiamo i nostri teli all’ombra. Dopo un po’ vicino a noi si mettono con i lettini due vecchietti bianchi con due ragazze nere. Sembrano coppie serie comunque, non di due giorni. C’è anche una romana che ogni tanto viene a parlare con i signori. Evidentemente sono tutti e tre degli espatriati, son venuti a passare l’età della pensione qui.

Siamo rimasti alla spiaggia fino al pomeriggio, io a leggere il libro senza perdere tempo, Luca facendo il bagno e guardando un pellicano che si tuffava nella baia di fronte a noi.

Las Galeras al tramonto

Las Galeras al tramonto

La sera dopo la doccia abbiamo cenato in un posticino in fondo alla strada, con riso e pollo, quello che il georgiano ieri sera ci ha consigliato come locale migliore di Las Galeras. In effetti si mangia bene ed è un piacere vedere che tipo di gente lo frequenta.

Las Terrenas

7 am

Sono appena le 7 e pensavo di essermi svegliata presto. Guardo dalla finestra: stanno già pulendo/rastrellando la spiaggetta e due ragazzi stanno facendo degli scatti di corsa. Guardo dall’altra finestra, all’altra spiaggia: c’è già chi sta facendo il bagno, prima di andare a scuola, chi fa esercizi, il cane che porta a correre il padrone di nuovo, un altro cane che aspetta diligentemente che il suo di padrone finisca di lavarsi. Chi corre avanti e indietro lungo i 100m di questa spiaggia.

Ieri sera c’era un quarto di luna. Bastava ad illuminare il mare. Il mare è così limpido che si vedono le rocce di sotto anche di notte.

Verso la spiaggia a Las Terrenas

Verso la spiaggia a Las Terrenas

5pm Fa un caldo boia qua a Las Terrenas, non si respira. Ho sentito la mamma stamattina; mi ha raccontato che ha dato ai gatti una pallina di gomma, di quelle che saltano tanto, e Cagliostro diventa matto. Ci gioca un p’ e poi la nasconde sotto le zampine. Si diverte la mamma coi gatti, è inutile che faccia finta di volerli mandare via.

Luca ha male ad un orecchio poverino. Probabilmente è otite. Abbiamo preso delle gocce, ma non hanno fatto il miracolo ancora.

Casa Robinson a Las Terrenas, Samanà

Casa Robinson a Las Terrenas, Samanà

Arrivati a Las Terrenas, depositati gli zaini alla bellissima Casa Robinson, abbiamo pranzato in un ristorantino italiano. Pasta al forno con melanzane. Bello cambiare.

Non mi piace vedere bianchi sessantenni che flirtano con ragazzine che potrebbero essere le loro nipoti. Las Terrenas è strana perché è veramente internazionale. Ci sono haitiani e italiani, francese e italiano si parlano tanto quanto lo spagnolo. C’è poco da vedere, ma meglio così, perché io ho un po’ di mal di testa e Luca il suo bruttissimo dolore all’orecchio. Se domani ha ancora male non andremo a cavallo, magari spostiamo a dopo Las Galeras (dove ho prenotato la casa sull’albero 🙂 ).

Se avessi studiato meglio il Reiky magari saprei qual è il chakra dell’udito e potrei fargli una seduta/terapia. Ma sono svogliata e non lo so.

Ballando in spiaggia a Las Terrenas, Samanà

Ballando in spiaggia a Las Terrenas, Samanà

6.20 pm. Che scena. Baretto molto carino lungo il mare, da succo a 70 RDS (1.30 euro). Una dominicana coi piercing sta ballando mentre un ciccioncello pelato la filma dal telefono, e un altro vecchietto pancione aspetta che la ragazza torni a sedersi con lui per finire il suo drink.

<< C’era una volta una ragazza che si era innamorata di un ricciolino dalla barba bianca. A volte lui metteva in dubbio l’amore, quel che lei diceva di provare. Ma mentre gli guarda le lentiggini e si perde nel fiore azzurro degli occhi di lui, lei sa che il suo è un amore vero e che durerà per sempre >>

Tramonto a Las Terrenas

Tramonto a Las Terrenas

7.30 pm Siamo ad un localino proprietà di un francese dove mangiamo “fish and ship” e “calamarso l’americaine”. Solo che il tipo è bello ubriaco e per fortuna c’ha l’aiutante bella ragazzina che spero non si porti a letto, ma che le abbia insegnato bene a cucinare. Pronti. Comunque anche a quest’ora si sta bene solo se arriva un po’ d’aria.

Menu a Las Terrenas

Menu a Las Terrenas

Ancora Rio San Juan

18h50

Io non me ne vado più da qua. Siamo sul terrazzo a leggere, mentre il sole va a dormire in fondo al mare.

Rio San Juan, Tramonto dal Bahia Blanca

Rio San Juan, Tramonto dal Bahia Blanca

Oggi siamo stati alla Playa Grande, una decina di chilometri a nord. Molto bella; le dune formate dal forte vento davano l’impressione di stare nel deserto. E c’erano delle onde alte e forti che ti portavano via costume ed orecchini. Pochi neri in spiaggia. E’ una cosa un po’ di lusso, con un servizio lettini e ombrelloni, una piscinetta appena dietro alla spiaggia, circondata da gazebo dove chi ha soldi può andare a cambiarsi o rilassarsi all’ombra.

Playa Grande a Rio San Juan

Playa Grande a Rio San Juan

Alla fine della nostra giornata in spiaggia si è avvicinato un cane che voleva un po’ di coccole. Non ce la faccio più a vedere questi randagi dagli occhi dolcissimi e tristi perché subiscono mille cattiverie dall’uomo e dai loro simili. Che ti guardano con tenerezza e vogliono solo un po’ di affetto.

Il nostro amico in Playa Grande, Rio San Juan

Il nostro amico in Playa Grande, Rio San Juan

Domenica Dominicana

Mattina. Sono le 10 circa. Piove ed io ho un po’ di caccarella. Dev’essere stato il lambi di ieri. Piove tanto e quindi siamo in camera. Siamo andati alla ricerca di un posticino dove fare colazione, e dopo aver scartato l’opzione fagioli e zuppa, ci siamo rivolti verso un pain au chocolat al localino francese. C’erano anche tre vecchietti italiani trapiantati qui che parlavano di affari. Me li immagino andare ogni mattina in quel baretto a fare colazione, l’unico posto a Rio San Juan dove si può fare una colazione all’occidentale, con un cappuccino e una briosche.

La spiaggia vicino a Bahia Blanca a Rio San Juan

La spiaggia vicino a Bahia Blanca a Rio San Juan

6 Aprile 8h47

Ho un leggero mal di testa e per fortuna è passato il mal di pancia! Siamo a La Estrella a fare colazione con Pain au chocolat e caffè. All’angolo dall’altra parte della strada c’è un negozio bello grande di souvenir. Non capisco molto cosa ci faccia qui, visto che i turisti sono pochissimi. Oggi fa caldo. O perlomeno, io ho già sudato un po’. Ieri alla fine ha smesso di piovere e siamo stati in spiaggia un bel po’ di ore, all’ombra però; per fortuna è spesso nuvoloso, sennò non si resisterebbe.

La proprietaria del Bahia Blanca è proprio strana. Stamattina ha risposto un paio di volte, a un signore che voleva parlarle, “Guarda che prende lei (indicando una ragazza) gli ordini per la colazione”. Il tipo voleva solo informarla che non possono lavorare al cantiere che c’è di fronte all’hotel anche di domenica. Stamattina probabilmente lui è stato svegliato dal martello pneumatico che funziona ininterrottamente dalle 8 del mattino alle 5. Lui è ingegnere e queste cose le sa, cercava di dirle.  Lei ha diritto a chiedere che stiano fermi almeno un giorno a settimana. Che chiami l’Ajuntamiento (il Comune) ed eventualmente anche La Capital (così chiamano Santo Domingo). Ecco, lei non lo sapevo nemmeno io. Ho sempre visto che lavorano anche di domenica ai cantieri. Però se ci sono case attorno non dovrebbero.

Ieri sera siamo tornati a cenare al ristorantino dove preparano zampe di gallina, fegato, cuore, “regueste” (? in italiano?), sempre con yuca. Non siamo riusciti a trovare il riso per me, ho mangiato lo stesso ma poi mi è venuto ancor più mal di pancia.

Sono passati due gua-gua pieni di ragazzi. Andranno mica tutti alla spiaggia? Forse alla Laguna. Un tempo la laguna era l’attrazione principale di Rio San Juan; ora ha perso fama, ma ancora ci viene qualcuno ogni tanto.

Noi invece oggi andiamo in una spiaggetta diversa.

Domenica alla Playa del Caleton

Domenica alla Playa del Caleton

20h40 Siamo in un ristorante ad aspettare la cena. Già da più di mezz’ora. Io ho fame. Molta ora.

Quindi oggi siamo stati alla Spiaggia del Caleton, una spiaggetta famosa un paio di chilometri a nord di Rio San Juan. Era troppo piena di gente però (durante i week end i dominicani si precipitano in spiaggia) e siamo tornati indietro dopo pochi minuti attraverso la stessa strada polverosa. Quando siamo arrivati qui, alla spiaggetta vicino all’hotel che mi piace tanto perché ha delle piante che fanno ombra e c’è un baretto che fa anche da mangiare ma soprattutto dà della bella musica, c’era poca gente. Dopo un paio d’ore era pieno anche qui. E gente in strada che beveva. Hanno messo su un banchetto extra per l’occasione. E mega casse.

Gran festa la domenica alla spiaggetta vicino al Bahia Blanca!

Gran festa la domenica alla spiaggetta vicino al Bahia Blanca!

La musica disco è partita anche vicino a noi verso le 5, con un vero e proprio dj. Sembrava di essere ad una nera Capannina Beach. Ecco, se ci trasferissimo a vivere qui avremmo festa assicurata sotto casa tutte le domeniche. Dei ragazzi si divertivano a giocare con un cane, uno dei soliti randagi: i ragazzi correvano, il cane li inseguiva, e quando li stava per prendere loro si buttavano in mare; allora il cane cominciava a rincorrere qualcun altro e quest’altro come gli altri si buttava in acqua quando il cane si avvicinava. Non so quante corse abbia fatto avanti e indietro per sta spiaggia lunga circa 200 metri, sto povero cane. Stasera primo tramonto senza nuvole. E via con le pose plastiche.

Boh. Di solito io cerco di allargare più che posso i vestiti che stendo, si asciugano più in fretta, no?

Boh. Di solito io cerco di allargare più che posso i vestiti che stendo, si asciugano più in fretta, no?

La difficile vita del vacanziere

9.30 circa del 3 Aprile

Anche stamattina ci siamo svegliati alle 7.30, ma siamo rimasti a letto a giocare… a Sudoku! Altra buonissima colazione. Starei qui solo per tornarci ogni mattina, fino al 21 del mese. Luca invece oggi si è preso due cornetti al supermercato qui di fronte.

La caffetteria di Cabarete che mi ha incantata con la sua colazione

La caffetteria di Cabarete che mi ha incantata con la sua colazione

Ieri sera per cena abbiamo comprato mezzo pollo per strada. 250 RDS. Secondo me non ne è valsa la pena: il pollo era buono, ma la juta no. La juta della signora qui della colazione invece è buonissima, morbida, condita con un po’ d’olio e la cipollina dolce. Speciale. Domani mi faccio fare la porzione da 100 RDS, con in più il formaggio! Ma si chiama juCa o juTa?

8.24 del 4 Aprile

Ultima colazione a Cabarete. Non è ancora pronta stamattina. Anche stavolta mi dispiace partire, nonostante all’inizio sembrassero troppe tre notti. Mi piaceva la routine: colazione buona e sostanziosa, passeggiata in mare, un po’ di lavoro e facebook, un po’ di spiaggia, cenetta, internet di nuovo, magari in piscina. Intanto Luca ha preso due paste giganti al super. Qui abbiamo trovato le paste più buone finora. Oggi c’è anche il sole, avremmo potuto abbronzarci, peccato doppio dover partire.

La passeggiata mattutina lungo la spiaggia di Cabarete

La passeggiata mattutina lungo la spiaggia di Cabarete

Da quando siamo in viaggio ogni mattina veniamo svegliati da qualcosa: cani che litigano, galli, il raglio di un asino, e … zanzare. Nelle ultime due notti. Fastidio. Zanzare che ti ronzano nelle orecchie e ti pungono 5 volte nella culatta. Alla faccia dell’Autan o di quell’altro coso ancora più forte che ormai è finito. Ieri ho comprato un braccialetto bellissimo in un negozietto che vende mille pietrine e spaghetti.

Ciapatta in vendita al supermercato di Cabarete

Ciapatta in vendita al supermercato di Cabarete

Mentre eravamo qua ad aspettare la colazione son passati i fornitori della caffetteria: un vecchietto con un sacco di arance che però erano troppo care o troppo piccole, un pick-up colmo di banane, di cui un casco è finito appeso all’entrata della caffetteria, un altro pick-up con arance, meloni, mango, non serve niente grazie.

La colazione da 100 con il formaggio fuso è ancora più incredibile dell’altra. Sto scoppiando dalla gioia.

12h16 BAHIA BLANCA HOTEL, Rio San Juan

Mamma mia che meraviglia sto posto. La nostra camera è tre piani sopra il mare, ci potremmo tuffare dal terrazzo. Ci saranno solo le onde a svegliarci domani mattina.

Bahia Blanca a Rio San Juan

Bahia Blanca a Rio San Juan

L’hotel è proprietà di una vecchietta del Quebec, il Canada Francese. L’arredamento è vecchio quanto lei, ma a me piacciono le sedie ed i tavolini bianchi, il divano verde macchiato, il copriletto a fiori e le tende di plastica azzurrine. Ma dalle due finestre vedo il mare, una porta si apre su un bel terrazzo con sdraio, tavoli e sedie, l’altra porta si apre direttamente sul mare (solo che appunto siamo un po’ altini). Ci ha fatto pagare solo una notte perché dice che la gente si stanca perché Rio San Juan è troppo tranquillo e chiedono indietro i soldi che hanno anticipato. Mah. Intanto andiamo a fare il bagno. Vedo il mare mentre sono seduta sul water.

18.49 Io adoro questo posto. Magari non c’è molto da fare, ma in questo momento soo sul terrazzo davanti alla mia camera, con il sole che sta tramontando oltre il mare, che leggo e che scrivo, con solo il rumore delle onde e qualche musica lontana. Che altro mi può servire?

Al mare con i surfisti

8.45 Siamo qui in strada che facciamo colazione. A CABARETE!

Colazione da campioni: ovetto fritto, salamino fritto, yuta e un po’ di cipollina dolce. Buonissimo! Luca subito si era rifiutato, voleva qualcosa di dolce. Però ha cambiato idea in fretta e si è preso un piatto anche lui.

La migliore colazione del mondo a Cabarete!!

La migliore colazione del mondo a Cabarete!!

Siamo arrivati ieri verso mezzogiorno, dopo un viaggio piuttosto lungo. Il bus dell 6.30 che doveva portarci direttamente a Santiago in realtà era alle 5.30. Quindi abbiamo preso una camioneta fino a El Alambico, seduti dietro sul cassone perché io ho insistito, per risparmiare quei 75 pesos, e Luca arrabbiato perché faceva un gran freddo ed era tutto bagnato dell’umidità della notte. Poi con il freddo e l’aria della corsa della macchina, gli si è fatta la brina sui baffi.

Prima dell'alba, sul pick-up da Constanza, un Luca piuttosto incazzato

Prima dell’alba, sul pick-up da Constanza, un Luca piuttosto incazzato

A El Alambico abbiamo preso subito un gua-gua per Santiago. Che differenza rispetto ad Haiti, dove per fare gli stessi chilometri impiegavamo una giornata! Avevamo già messo gli zaini su un gua-gua che doveva partire da El Alambico e io mi stavo gustando un buon caffè dominicano fatto con la moka nell’attesa che il gua-gua si riempisse, quando arriva un gua-gua da Santo Domingo che dice di andare a Puerto Plata, che è dopo Santiago, dove dovremmo andare noi. Allora via di corsa con loro, rovesciandomi addosso il caffè.

La moka!

La moka!

Per strada prendono su delle donne che non volevano salire con noi perché, essendo il gua-gua diretto più a nord, non le avrebbe portate in centro a La Vega dove volevano andare loro. Ma l’autista ha promesso che sì, le porterà là. “Se non mi porti in piazza San Martin non ti pago”. Alla fine lui entra un po’ in paese, loro si fanno scalare i soldi del moto-taxi che devono prendere per arrivare alla piazza, e dopo varie discussioni possiamo ripartire per Santiago. Perché ha mentito anche a noi il tipo, non va a Puerto Plata. Però ci smonta proprio dove dobbiamo prendere l’altro gua-gua, e considerato quanto è grande Santiago e quante “stazioni” ci sono, è una buona cosa.

A Santiago vado a prendere un altro caffè nella speranza di trovare un bagno ed ecco che arriva il bus: altra scottature con il caffè per berlo di corsa. Un’oretta e mezza di gua-gua con aria condizionata e siamo a Puerto Plata. Ultimo cambio. Finalmente riesco ad andare al bagno (dell’ospedale) e ultimo gua-gua, che parte subito perché è già strapieno. Luca è seduto con un palo che gli trafigge una chiappa e le gambe raccolte, che dopo un po’ non le sente più. Un’oretta e siamo a Cabarete. Oltre ad aver viaggiato malissimo, abbiamo anche dovuto pagare un extra per gli zaini. Prima volta che ci succede.

All’hotel ci volevano appioppare la camera da 50 USD, ma ho detto che avevo chiesto specificamente quella da 35. Alla fine ci danno quella da 40 (con bagno privato), però non sono inclusi né colazione, né cena. Panico. Perché qui siamo in un posto super-turistico, troveremo qualche ristorantino locale con riso e pollo a 150 RDS?

La giunga il cui è sommerso l'albergo di Cabarete

La giunga il cui è sommerso l’albergo di Cabarete

Mentre aspettiamo che preparino la stanza ci prendiamo un hamburger di churrasco al ristorante dell’hotel (hotel = un bosco con delle casette e una piscina in mezzo), era l’unica cosa che costava meno di 200 pesos. Buono lui, anche se mancavano le patatine e ho più fame di prima. Stanza pronta. Bellissima, spaziosa, la prima che abbiamo con delle finestre vere (e anche grandi) da quando siamo partiti da casa, bella colorata e pulita. Internet non arriva fino a qua, ma vabbè, me ne farò una ragione.

Usciamo, e un moto driver ci dice che c’è un comedor più avanti, in centro paese. Ci andiamo, e in effetti troviamo il plato del dia (pollo o maiale con riso) e mangiamo. Sto meglio. La via è piena di negozietti e ristoranti. Sembra di stare a Riccione. Entriamo in spiaggia. Una miriade di kitesurfers e windsurfers. Troviamo un angolino sotto le palme e ci apprestiamo a passare il pomeriggio a fare assolutamente niente. Non si sta niente male. Bagnetto per fare la pipì e sonnellino. Anche qui palazzi con appartamenti sulla spiaggia. Davvero siamo in Repubblica Dominicana?

La spiaggia di cabarete: lettini e surfers

La spiaggia di cabarete: lettini e surfers

Tutto questo succedeva ieri. Soddisfatta della buonissima ed energizzante colazione, possiamo andare a fare una passeggiata in spiaggia. Mi son fatta promettere da Luca che torneremo qui anche domani.

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