Get a site
Camminata tra Marana e Montefalcone

Camminata tra Marana e Montefalcone

Camminata tra

Marana e Montefalcone

tra nuvole e natura

Domenica scorsa sono stata a camminare con mio fratello sulle montagne dietro casa. 

Volevamo salire a Cima Marana come facciamo più volte l’anno, ma anziché fare uno dei due sentieri più conosciuti, quelli che partono dalla Contrada Gebbani (o Castagna) e salgono direttamente il monte, abbiamo deciso di prendere il sentiero 203, che dai Gebbani va verso Malga le Casoline e poi si collega alla strada che dalla Piatta va verso Montefalcone. 

Il sentiero 203

Prendendo il sentiero che parte tra i Gebbani e i Castagna per salire diretto verso Cima Marana (quello che noi chiamiamo “del coston”), poche centinaia di metri dopo la partenza si trova un bivio che porta a sinistra verso la cima, a destra verso Malga Casoline, che è il sentiero 203. 

Qui eravamo vicini alla Malga Casoline, a circa un’ora dalla partenza.

Il 203 è più lungo e faticoso rispetto a quello che va a Marana da sinistra dei Gebbani, ma è quasi interamente all’ombra e attraversa un bosco bellissimo.

Passo della Porta

Dopo circa due ore di cammino (considerate che non sono affatto allenata) siamo arrivati a Passo della Porta, sulla strada sterrata che collega Campodavanti a Montefalcone.

Anziché proseguire sulla strada per andare verso Montefalcone, siamo saliti sul crinale e abbiamo seguito il sentiero delle creste. 

Solo che dall’altro lato della montagna c’era un gran nebbione e non si vedeva niente.

La vista da lassù è spettacolare.

Lo so perché ho fatto lo stesso sentiero un anno fa, in una bella giornata di sole. 

E allora vi ripropongo le foto dell’anno scorso, per darvi un’idea.

Le creste un anno fa

Si vede Cima Carega con il Rifugio Fraccaroli da lassù, se non c’è la nebbia.

Verso Montefalcone

Ci sarà stata anche la nebbia, ma io ho trovato comunque delle cose meravigliose da fotografare.

Finalmente il Rifugio Montefalcone

Ci è voluta mezz’ora abbondante per arrivare al rifugio dal Passo della Porta, un po’ perché cominciavo ad essere stanca e le salitine mi spezzavano, un po’ perché impegnata a fare foto.

Pranzo al Rifugio Montefalcone con minestrone e strudel ai frutti di bosco 🙂

Verso Cima Marana

Dopo un breve riposino siamo ripartiti per Cima Marana. Sempre paesaggi e natura bellissimi, nonostante la nebbia. Che però si è diradata verso Cima Marana.

ma queste radici?

Cima Marana è una delle vette più meridionali delle Dolomiti, e una tra le più basse.

1554m slm e una vista spaziale sulle valli del Chiampo e dell’Agno, e un abbozzo di Lago di Garda e Laguna di Venezia nei giorni limpidi.

Peccato ci sia sempre qualche furbo che lascia rifiuti in montagna.

Ho raccolto 5 mozziconi di sigaretta, solo intorno alla croce di Cima Marana.

La discesa verso i Gebbani è stata un po’ impegnativa, la stanchezza si faceva sentire sempre più e anche il male alle ginocchia.

ma quanto mi piace questo percorso!

It’s Going to be Perfect!

vieni con me!

Laita, la contrada del gusto

Laita, la contrada del gusto

Bruschetta alla

Laita

La contrada del gusto

Recentemente sono stata a cena alla Laita, la contrada del gusto, uno dei posti più carini della mia zona, la Valle del Chiampo. 

E’ una vecchia contrada sistemata e convertita in un elegante ristorante, bruschetteria e gelateria.

Ho fatto talmente tante foto quella sera che ho pensato di dedicarle un intero post. 

La location

Queste vecchie case in sasso sono una delle più belle eredità che abbiamo. 

Immersi nella natura dell’Alta Valle del Chiampo.

Con stile.

Il letto dei nonni 

I dettagli

Aperitivo con gnocco fritto e pancetta.

Sciroppo di sambuca, durello e limone. 

Il cibo

Bruschetta caciotta di Burlino, cubi di trota affumicata, saor, mela, spinacino fresco.

Pane: ciabatta integrale con farina di segale.

Coppa gelato (si potrebbe cenare anche solo con questo).

Il gelato della Laita è stato votato 7° miglior gelato d’Italia!

Il gelato alla Laita merita una sezione a sé perché è un’esperienza unica.

Soprattutto l’affogato.

e quando si fa notte…

E’ l’attenzione per i dettagli che rende questo posto così speciale, dagli ingredienti dei piatti proposti al più piccolo fiorellino.

definitely recommended…

It’s Going to be Perfect!

vieni con me!

Un lassi per ricordare

Un lassi per ricordare

 A volte quando sono a casa mi faccio un lassi. E’ una bibita deliziosa a base di yogurt e frutta che ho scoperto e adorato e di cui ho abusato in India.

Me lo preparo perché, come molti indiani mi ricordavano mentre ero là, è “24 hour power”. Se ti senti un po’ debole ti tira immediatamente su. In realtà a volte sembrava avere una sfumatura sessuale, come se mi volessero dire “ecco, ora puoi fare sesso finché vuoi, per 24 ore almeno”. Qualunque fosse la loro intenzione, ogni volta il lassi mi riporta al viaggio incredibile che ho fatto in quel paese colorato.

In realtà ho bevuto il primo lassi in Nepal, a Janakpur, che essendo una città di frontiera ha molte similarità con l’India. Il lassi era delizioso, guarnito con granella di pistacchio. Me lo ricordo ancora bene. Ero stata attirata da un gruppetto di persone attorno a un uomo che serviva una bibita giallognola in alti bicchieri di vetro. In quel momento non sapevo che sarebbe stato il primo di una lunga serie di lassi.

Ho bevuto lassi praticamente ovunque, ma alcuni mi sono rimasti particolarmente impressi. Uno dei lassi più buoni è stato a Varanasi, in un posto “famoso” (di cui ne parla anche la Lonely Planet), un po’ difficile da trovare come qualsiasi cosa nel labirinto che è Varanasi. Ma se cammini per la città sicuramente ci capiti, prima o dopo. Ora che scrivo “famoso” mi viene un po’ da ridere, perché uno che non è mai stato in India magari si immagina un posto un po’ posh, tipo una gelateria occidentale, invece era una botteghetta al piano terra, lungo la strada, con un ragazzo seduto per terra che pestava e mescolava il lassi dentro a dei contenitori di latta. “Blue Lassi Shop” si chiamava (ho salvato la foto col nome del “negozio”). Non mi ricordo se qui il lassi c’era sia semplice o alla banana, o solo alla banana. Comunque io l’ho sempre preso alla banana, the best.

Un altro lassi delizioso era a Jaipur (o Jodhpur? non mi ricordo più). Questo era più simile a una gelateria all’occidentale, molto spartana, con dei posti a sedere in cui ti potevi godere il tuo fresco lassi. E c’era anche una bella varietà di frutta tra cui scegliere. Faceva molto caldo in Rajasthan, e il lassi ha salvato vite (la mia più di una volta insomma).

Un lassi mi ha fatto star male. Ero a Calcutta e ne ho comprato uno lungo la strada (come quasi sempre del resto). Mi ero scordata di chiedere di averlo senza ghiaccio. Il ghiaccio in India è fatto normalmente con l’acqua del rubinetto (o delle fontanelle lungo la strada) e io lo sapevo bene che assolutamente non si deve bere l’acqua del rubinetto in India. Ma un po’ perché non volevo essere scortese, un po’ perché ero stata un mese in Nepal senza mai stare male (ed ero convinta di aver fatto gli anticorpi ormai), ho deciso di berlo comunque. Pessima decisione. Sono stata a letto per una settimana con diarrea e vomito. Ma questo sfortunato evento non intacca minimamente il ricordo prezioso che ho di Calcutta.

Poiché ho condiviso molti momenti a base di lassi con altre persone, il lassi mi ricorda anche le persone dell’India. Sono molto curiose e amano parlare agli stranieri e sentire le loro storie; per questa ragione a volte sono un po’ pesanti, ti tampinano con le loro domande, spesso sempre le stesse, e non ti mollano se non dopo qualche risposta sgarbata; ma per lo stesso motivo sono molto ospitali, ti invitano a casa loro e ai loro matrimoni. E così è come si dovrebbe affrontare il lassi e l’India: con cuore e mente aperti, e sarai premiato con l’esperienza più intensa che tu possa mai vivere.

 

Programmazione week-end a Londra

Programmazione week-end a Londra

Sono così contenta, sto per tornare a Londra molto presto!

Ho vissuto a Londra per 4 anni, tra il 2005 e il 2010. Adoravo vivere là, è una città così ricca di possibilità e di intrattenimento, di sicuro non ci si annoia. Amavo i suoi parchi, i musical, l’architettura, il Tamigi, i mercati, i pub. Anche i cimiteri. Sono tornata in Italia perché mi mancavano la mia famiglia e gli amici, ma mi sono veramente goduta la mia esperienza là.

E dopo 7 anni finalmente ritorno. Mentre vivevo là, tornavo a casa ogni due mesi, quindi quando ho lasciato Londra ho pensato che non mi sarebbe mancata molto, in quanto potevo sempre tornare almeno due volte l’anno. Ma non l’ho fatto. Non so perché. E ora, riguardando la cartina della metro e leggendo i nomi dei posti che ho quasi dimenticato, mi viene il magone.

 

Possibile itinerario a Londra

Mi ospitano degli amici, quindi non devo cercare un ostello o altro, ma ho solo 3 giorni e così tanti posti che vorrei rivedere! Quindi dovrò selezionare i miei luoghi favoriti e farmi un mezzo itinerario. Voglio andare assolutamente a Notting Hill, Borough Market, South Bank, Brick Lane, Canary Wharf se riesco, possibilmente il famoso e nuovo Sky Garden (ancora non c’era 7 anni fa), Hyde Park. Per lo Sky Garden mi sono dimenticata di prenotare la visita gratuita. Magari ci andrò comunque a bere un succo (i cocktail costano troppo per me 😛 ). Mi piacerebbe anche tornare a Putney, dove vivevo, ma non so se troverò il tempo. Londra dev’essere cambiata così tanto, sono veramente curiosa.

 

 

Trasporto a Londra

Non so se la mia Oyster Card funziona ancora. E’ una carta di viaggio che si compra con un deposito di credo 5 sterline, che verranno rimborsate se prima di lasciare Londra si restituisce la carta. Si ricarica online, in stazione o in molti negozi e si può viaggiare ovunque. Se si usa la metro spesso, conviene comprare una travelcard di una settimana (o giornaliera, se si sta meno di 4 giorni); un abbonamento giornaliero o settimanale tramite Oyster costa meno di un cartaceo (ed è esattamente la stessa cosa). Comunque è tutto spiegato sul sito del Transport for London . La figata poi è che con la Oyster se anche non compri l’abbonamento giornaliero, ogni volta che la usi toglie dal credito il costo del viaggio, ma fino al massimo del costo di un abbonamento giornaliero. Quindi io spesso faccio così. La uso e già al secondo viaggio non mi toglie più il costo del biglietto perché ho raggiunto il massimale (che è diverso a seconda di quante zone si toccano durante il viaggio). Il trasporto pubblico è abbastanza costoso a Londra, ma con un abbonamento o meglio ancora una Oyster, è molto più abbordabile.

E sono ancora più eccitata perché c’è un nuovo ottimo servizio di noleggio biciclette a Londra. Ho sempre avuto una bici mentre vivevo lì. Andavo al lavoro in bici e spesso anche a Piccadilly o Old Street dove mi incontravo con gli amici. Le domeniche spesso facevo un giro in bici per scoprire posti nuovi. Pensavo che sarebbe stato triste tornare a Londra e non avere una bici, dover sempre prendere l’autobus o la metro (non si può veramente camminare a Londra, è troppo grande), ma questo nuovo servizio mi ha reso la ragazza più felice del mondo. E non costa neanche tanto. Con 2 sterline al giorno puoi noleggiare tutte le bici che vuoi, e i primi 30 minuti sono gratuiti.

Quindi puoi prendere una bici da Hyde Park a Piccadilly, parcheggiare, visitare un po’, prendere un’altra bici fino a St. Paul, parcheggiare, camminare fino a South Bank, e così via. C’è anche un’ottima app in cui puoi controllare dove ci sono bici disponibili e dove si possono parcheggiare. E si può anche vedere un percorso più adatto alle bici.

 

Cose da fare a Londra

Ci sono alcune cose che facevo spesso mentre vivevo a Londra e che mi mancano:

  1. Acquisti ad un Charity Shop. Non so quanti libri usati ho comprato mentre vivevo lì. I Charity Shop erano i miei favoriti, per libri e altre cose. Ogni volta che volevo spendere qualche pound andavo lì, e oltre a saziare il bisogno di spendere con pochi spiccioli, ero contenta perché avevo fatto del bene.
  2. English Breakfast. Mamma mia quanto mi mancano gli hash browns con i fagioli! Devo fare una vera e propria colazione inglese almeno una volta.
  3. Leggere in un cimitero. Era la mia attività preferita nei mesi estivi. Dopo lavoro mi fermavo spesso con la mia bicicletta ad un cimitero lungo la via di casa (il Brompton, bellissimo), e passavo lì almeno un’ora, a leggere o sonnecchiare. C’è un rapporto diverso con i cimiteri rispetto all’Italia: la gente ci passa per andare al lavoro, le famiglie fanno i picnic, gli amici si incontrano per chiacchierare o per fare jogging, sono considerati dei parchi praticamente. Mi piace questa cosa. E’ come se i morti vivessero ancora in mezzo a noi.
  4. Bere una birra in un pub lungo il Tamigi. Ci sono tanti bellissimi pub lungo il fiume a Londra! Ho lavorato in uno di questi, che era super quotato, in particolare la domenica. Ma ce ne sono alcuni che sono ancora più belli. Con bei terrazzi proprio sul fiume. Ho tanti bei ricordi del tempo passato al pub. In particolare durante i mondiali di calcio con i miei amici.
  5. Gustarmi il panorama di Londra dalla Tate Modern. Bellissima la vista su Londra e in particolare Saint Paul’s dalla terrazza al terzo piano della Tate Modern. L’entrata è gratuita.

 

Due giorni e sono super felice. E speriamo non passino altri 7 anni prima della prossima volta.

 [:]

Cinque motivi per visitare il Marocco

Cinque motivi per visitare il Marocco

Qualche mese fa sono stata in Marocco per due settimane. Non era la prima volta, c’ero già stata 8 o 9 anni fa. Avevo bei ricordi di quel viaggio e queste due settimane mi hanno confermato che il Marocco è un paese meraviglioso, e per più di un motivo.

Perché visitare il Marocco: la spremuta d’arancia

Questo è il paese delle arance. Gli alberi che danno questo frutto sono ovunque, selvatici in campagna, in frutteti, in giardini, nei cortili. La spremuta fresca si trova praticamente ovunque in Marocco; spesso si trova già nella prima colazione al riad (case tradizionali marocchine convertite in bed & breakfast), o si può comprare un po’ ovunque per 4 o 20 Dirham (circa 0,40 e 2 euro). I negozi che vendono frutta e spremute sono quasi più diffusi dei bar/caffetterie, e spesso si trovano anche spremute di pompelmi, banane, limoni, mango e un mix di quel che più ti piace. La spremuta d’arancia è la più buona e la più dolce che ho mai bevuto.

Marrakech, Morocco
Uno dei molti venditori di succhi nella piazza Jemaa El-Fna di Marrakech

Shopping

Ceramiche, tappeti, pelletteria, lampade, sciarpe, gioielli… c’è di tutto e di più in Marocco. Se vivi in Europa non sarebbe poi così strano organizzare un weekend a Marrakech solo per portarsi a casa qualche bellissimo e particolare complemento d’arredo. I marocchini amano negoziare. E con gli stranieri partono da un prezzo alto. Molto alto. Chiedi il prezzo solo se sei veramente interessato ad acquistare, eviterai un inutile stress negoziatore. Quando cominci a trattare devi avere già in mente il prezzo che sei disposto a pagare; ed inizia offrendo un terzo del prezzo che hai in mente. Non preoccuparti se è molto più basso del primo prezzo offerto dal venditore. I commercianti marocchini possono chiedere anche 10 volte di più del vero prezzo di un bene. E se non ottieni il prezzo che ottieni, non aver paura di provare da un’altra parte. Se quando te ne vai il venditore non ti segue per contrattare ancora o accettare la tua offerta, probabilmente il tuo prezzo è veramente troppo basso.

Marrakech, Morocco
Shopping a Marrakech.

Luoghi Magici

Il Marocco è un paese pieno di fascino, e in particolare alcuni luoghi sono pura magia. Su tutti, Chefchaouen, la città blu, è probabilmente il posto che colpisce più di tutti. Il più carino e anche uno dei più economici tra quelli che ho visto io.

La “medina” di qualsiasi città, la città vecchia. Ho amato quelle di Marrakech, Fès, Tangeri, Essaouira. Le città vecchie sono trafficate e confuse, e possono sembrare sporche, ma sono sicuramente molto carismatiche.

chefchaouen, morocco
Mura e porta blu di Chefchaouen, Marocco.

Gatti

Non ho mai visto gatti trattati così bene come in Marocco. Non so se fossero domestici o randagi, probabilmente una via di mezzo. Sono ben nutriti e ben curati. Aspettano con pazienza vicino al macellaio, sicuri che prima o dopo qualcosa arriverà anche a loro. Hanno casette comode. Sono coccolati ed amati. Belli e sani.

I gatti sono presto diventati i miei favoriti soggetti fotografici, perché le persone non amano molto farsi fotografare, mentre i gatti sono molto ben disposti.

marrakech, morocco, cats
I gatti marocchini sono ben amati e curati.  

I paesaggi

Il Marocco presenta una varietà di paesaggi incredibile! E’ pazzesco come cambia la vista dal finestrino quando si viaggia, in un paese relativamente piccolo. Dalle pianure verdi e fertili lungo la costa ad ovest, alle montagne coperte di neve del Grande Atlas, fino alle aride terre ad est, passando per gole e canyon fino a quando la strada finisce, nel bel mezzo del deserto. Tanta varietà rende questo paese particolarmente interessante ai miei occhi curiosi.

High Atlas, Morocco
Le montagne innevate del Grande Atlas.

Sì, ci sono molti motivi per visitare il Marocco, e ancora di più per tornarci. La prossima volta vorrei fare un po’ di trekking sui monti dell’Atlas e andare ancora più a sud, dove pochi turisti arrivano e dove probabilmente si riesce a vivere un Marocco ancora più autentico. E cliccando su questo link potete vedere qualche altra mia foto del Marocco.