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Ieri Tanja e io ci siamo svegliate a Bardia alle 4.30 e siamo arrivate a Tansen alle 5pm circa (Hilde è doveva tornare a Kathmandu per il suo visto per l’India). Il bisogno più urgente dopo 5 ore sul tetto del bus (tra Butwal – o Bitwan? boh – e Tansen non mi hanno permesso di salire sul tetto, e dentro si moriva dal caldo) è stato una bella doccia fredda per rigenerare i muscoli e sistemarmi i capelli. In realtà un po’ di acqua calda non mi avrebbe dato fastidio, visto che Tansen è a 1372m slm e non è che faccia particolarmente caldo. Ma beh, si fa quel che si può. Poi siamo uscite per cena. Momo (dumplings tibetani) in un ristorantino molto carino. E a letto presto. Alle 6 fa buio e poiché non ci sono luci pubbliche, alle 7 di sera sembra già notte fonda. L’albergo comunque chiude alle 9, e non c’è molto da fare in giro, quindi ne abbiamo approfittato per recuperare un po’ di sonno. Stamattina alle 6 eravamo sveglie, perché la nostra camera dà sulla strada e i muri son così sottili che si sente tutto. Con le prime automobili e camion (che suonano il clacson ad ogni minuto, per avvertire la gente del loro arrivo) ci siamo svegliate anche noi. E alle 6.30 pure i ragazzi della reception si son destati, hanno deciso che era ora per tutti di saltar giù dal letto e hanno acceso la tv ad un volume altissimo. Penso che nessuno sia più riuscito a dormire nel raggio di 100m. Bello però svegliarsi presto. Alle 11am eravamo già state sulla collina sopra Tansen, e sembrava che il giorno non finisse mai. Prima di arrivare sulla collina ci siamo fermate a bere una coca cola perché il caffè della colazione era così leggero che due non mi avevano dato la quantità di caffeina di cui necessito per svegliarmi per bene. In questo negozietto dove ho preso la coca la signora si è messa a guardare un vecchio film con Silvester Stallone (in inglese, non so cosa capisse) e sarei stata lì a guardare il film bevendo coca e mangiando patatine con lei. Probabilmente avrebbe fatto piacere anche a lei. Ma il dovere chiamava e abbiamo proseguito verso la cima. Da cui a quanto pare si vede l’Himalaya, se non è nuvoloso. Noi siamo riuscite a vedere solo un paio di cime rosa. Siamo poi tornate verso il paese. Molto carino. Sul lato di una collina, tutto un saliscendi di vie minuscole, con un sacco di sartorie e scarpari (ho provato ad aggiustare gli scarponi di nuovo). Molto piacevole. Il pomeriggio ci siamo rifugiate in un locale per stranieri, con prezzi leggermente più alti ma ancora onesti, con un bel cortile con tavolini e piante, bagni con la carta igienica (!!). Abbiamo bevuto un buon caffè (americano, ovviamente) sedute sotto una pianta dello stesso. Poi cena a base di burger di verdure e alle 9pm a letto!
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