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Eccomi qua.
Non scrivo da tanto, mi sa che mi ero un po’ scocciata. Dopo Pushkar sono stata a Udaipur, citta’ romantica, l’ideale per chi viaggia solo, Ahmedabad, dove mi sono fermata un giorno, ho visto un ashram fondato da Gandhi e ho mangiato un sacco di gelati e caffe’ freddi. Poi Mumbay, piena di gente, con un reddito medio che e’ quattro volte la media dell’India, e dove pero’ il 60% della popolazione vive negli slums. Slums in cui pagano l’affitto e hanno luce e corrente elettrica, but still slums. 
E poi sono arrivata qui. Credo di essere finita in paradiso. 
Kannur, in Kerala, una regione sulla costa sud-occidentale. La mattina faccio colazione nella giungla, tra volatili vari e piante di banana, cocco, ananas, mango. Poi cammino cinque minuti nella giungla e arrivo in spiaggia. Deserta. Quando e’ affollata siamo in 8. Non riesco a vedere le facce dei miei compagni da quanto sono lontani. 8 persone in una spiaggia che a Sottomarina riempirebbero con 300 ombrelloni.
E quindi gli inziali 2 giorni che dovevo passare qui son diventati 3, poi 4 e infine 6. Domani in teoria parto. Beh, sicuramente prima del 15 devo partire perche’ ho un treno prenotato da Kochi a Chennai, da cui ho il volo. 10 giorni solo al mio ritorno.
Ah, e dimenticavo la parte piu’ importante di questo soggiorno. Mi sfamano 3 volte al giorno, e il cibo e’ il piu’ buono che ho avuto finora in India. Sicuramente ho recuperato tutti i chili persi con cagotti vari e anche piu’. Al Nord il cibo e’ pure buono, ma olioso e pesante e dopo un po’ stanca. Prima di venire qui  non  ne potevo piu’ di curry, avevo una gran voglia di un piatto di pasta con il pomodoro. Da 5 giorni mangio come un lupo (pensavo, perche’ i bambini possono mangiare come “lupi” mentre gli adulti mangiano come “maiali”, con una sfumatura dispregiativa? Ho deciso che da ora in poi io mangio come un lupo). E i dessert… mmm… devo imparare a usare piu’ spesso cocco e cannella ho deciso.
5 giorni e ho letto 3 libri, preso il sole, mangiato, giocato a freecell. Nient’altro. Awesome!
Chi me lo fa fare in effetti di tornare in citta’? Senza tanti indiani che ti stressano, solo ogni tanto in spiaggia, magari un paio ogni due ore. Camminano su e giu’ per la spiaggia proprio con lo scopo di parlare agli stranieri. Uno un giorno mi ha chiesto 3 volte in 2 ore “how are you?” e ogni volta visto che non lo cagavo proseguiva nella sua passeggiata.
Vabbe’. Mi ci voleva proprio, mi son ripresa per benino. E ora penso di essere pronta a tornare nell’altra giungla, quella fatta di persone e riksho’ e stradine e clacson… gulp!
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