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[:en]18 Aprile, 17h44

A Juan Dolio la spiaggia l’hanno portata, perché qui sarebbero tutti scogli. E qui vengono a fare il bagno da San Pedro e Santo Domingo, La Capital. E’ bello perché c’è un vento fresco, ma allo stesso tempo rompe perché alza la sabbia.

20h24

Siamo a mangiare la pizza. Gestori italiani anche qui. Veramente Juan Dolio ne è piena! Una pizza in due perché siamo poveri poveri, nonostante il risparmio del Fior di Loto.

 

Spiaggia a Juan Dolio

Spiaggia a Juan Dolio

 

A Juan Dolio oltre alla spiaggia non c’è molto da fare. Però è comodo arrivarci dalla capitale. Anche a Boca de Yuma non c’era molto da fare, e non c’era neanche la spiaggia. Ce ne sarebbe una di sabbia bianca, raggiungile però solo via barca, e una buca tra gli scogli dove la domenica fanno a fare il bagno e fare festa i dominicani, con musica e birra, stile Bahia Blanca. Per il resto tutte rocce e rifiuti. Boca de Yuma però per fortuna è a 30 minuti da Higuey, abbastanza grande, dove si trova un po’ di tutto. Juan Dolio invece è a un’ora e mezza da Santo Domingo. La capitale dev’essere interessante e abbastanza viva, con teatri, cinema, musei, etc. Da tutto il paese ci si può arrivare in poche ore, quindi non è male. Il Venerdì Santo (oggi) per loro è più importante della domenica di Pasqua. E oggi sono tutti in spiaggia. Grande festa e grandi abbeverate. In mare con i loro bicchieri o le bottiglie. A loro piace stare in acqua, con bicchieri e bottiglie, e bere mentre si fanno colpire dalle onde, bambini e adulti.

19 Aprile, 15h15 Santo Domingo.

Pensavamo di stare a Juan Dolio solo un paio di notti e passare l’ultima notte prima del volo a Santo Domingo, invece Mara ci ha consigliato di stare qui e tornare a Santo Domingo in giornata, se proprio ci vogliamo tornare. E in effetti è una buona idea, anche perché l’aeroporto è tra SD e Juan Dolio.

Siamo a un ristorante cinese a La Capital, vicino al Parque Enriquillo, il principale punto di partenza e arrivo dei gua-gua che poi se ne vanno in giro per il paese.

Siamo venuti qui stamattina, scesi a Parque Enriquillo (che come prevedevo dopo essere stati ad Haiti ci fa un baffo) ci siamo fatti una passeggiatina per la Zona Colonial, poi verso la parte più nuova di Santo Domingo, a vedere il palazzo presidenziale e poi giù al Malecon, il lungomare. Senza saperlo siamo capitati in mezzo ad una festa. Hanno chiuso un tratto di strada, portato sabbia, piscine di plastica, musica e palestra (da farsi venire un collasso sotto quel sole).

Siamo stati lì un po’ a goderci la festa, poi siamo tornati al Parque Enriquillo ed eccoci qui, a bere una fanta al ristorante cinese. Avremo camminato 20 chilometri oggi, e Luca ha fatto le vesciche con le infradito.[:it]18 Aprile, 17h44

A Juan Dolio la spiaggia l’hanno portata, perché qui sarebbero tutti scogli. E qui vengono a fare il bagno da San Pedro e Santo Domingo, La Capital. E’ bello perché c’è un vento fresco, ma allo stesso tempo rompe perché alza la sabbia.

20h24

Siamo a mangiare la pizza. Gestori italiani anche qui. Veramente Juan Dolio ne è piena! Una pizza in due perché siamo poveri poveri, nonostante il risparmio del Fior di Loto.

Spiaggia a Juan Dolio

Spiaggia a Juan Dolio

A Juan Dolio oltre alla spiaggia non c’è molto da fare. Però è comoda per la capitale. Anche a Boca de Yuma non c’era molto da fare, e non c’era neanche la spiaggia. Ce ne sarebbe una di sabbia bianca, raggiungile però solo via barca, e una buca tra gli scogli dove la domenica fanno a fare il bagno e fare festa i dominicani, con musica e birra, stile Bahia Blanca. Per il resto tutte rocce e rifiuti. Boca de Yuma però per fortuna è a 30 minuti da Higuey, abbastanza grande, dove si trova un po’ di tutto. Juan Dolio invece è a un’ora e mezza da Santo Domingo. La capitale dev’essere interessante e abbastanza viva, con teatri, cinema, musei, etc. Da tutto il paese ci si può arrivare in poche ore, quindi non è male. Il Venerdì Santo (oggi) per loro è più importante della domenica di Pasqua. E oggi sono tutti in spiaggia. Grande festa e grandi abbeverate. In mare con i loro bicchieri o le bottiglie. A loro piace stare in acqua e farsi colpire dalle onde, bambini e adulti.

19 Aprile, 15h15 Santo Domingo.

Pensavamo di stare a Juan Dolio solo un paio di notti e passare l’ultima notte prima del volo a Santo Domingo, invece Mara ci ha consigliato di stare qui e tornare a Santo Domingo in giornata, se proprio ci vogliamo tornare. E in effetti è una buona idea, anche perché l’aeroporto è tra SD e Juan Dolio.

Siamo a un ristorante cinese a La Capital, vicino al Parque Enriquillo, il principale punto di partenza e arrivo dei gua-gua che poi se ne vanno in giro per il paese.

Siamo venuti qui stamattina, scesi a Parque Enriquillo (che come prevedevo dopo essere stati ad Haiti ci fa un baffo) ci siamo fatti una passeggiatina per la Zona Colonial, poi verso la parte più nuova di Santo Domingo, a vedere il palazzo presidenziale e poi giù al Malecon, il lungomare. Senza saperlo siamo capitati in mezzo ad una festa. Hanno chiuso un tratto di strada, portato sabbia, piscine di plastica, musica e palestra (da farsi venire un collasso sotto quel sole).

Siamo stati lì un po’ a goderci la festa, poi siamo tornati al Parque Enriquillo ed eccoci qui, a bere una fanta al ristorante cinese. Avremmo camminato 20 chilometri oggi, e Luca ha fatto le vesciche con le infradito.[:]

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